Amaco, il Consorzio accusa: «Garanzie per tutti i lavoratori, intesa bloccata dai sindacati»
Il presidente Carlo Rocco Carlomagno: «Dispiace che non si sia colto lo spirito della proposta del Consorzio Autolinee TPL e le concrete possibilità di rilancio di una azienda fallita nell’ambito di un progetto di ampio respiro e prospettiva»
«Il Consorzio Autolinee TPL, alla luce degli innumerevoli articoli comparsi sul web e sulla stampa in questi giorni, ritiene doveroso chiarire alcuni elementi relativi alla questione della fallita AMACO Spa per una esatta ricostruzione della vicenda». Così in una nota il presidente Mario Rocco Carlomagno.
«Consorzio Autolinee TPL è risultato aggiudicatario, nel marzo 2026 e nell’ambito di una procedura di evidenza pubblica predisposta dalla Curatela giudiziale della fallita AMACO Spa, del ramo d’azienda TPL con una previsione di assorbimento di 95 unità afferenti allo stesso ramo – si legge -. Si è dato luogo a ben sette diversi incontri di esame congiunto con le Organizzazioni Sindacali e le Rappresentanze dei Lavoratori, come comprovato dai verbali condivisi e sottoscritti dalle parti, sino a giungere, con grande senso di responsabilità manifestato dai soci del Consorzio e per finalità sociali ed occupazionali, ad una proposta finale - con oneri a totale carico aziendale, formulata il 16 giugno scorso».
«Tale proposta - si evidenzia - prevedeva l’assorbimento dell’intero bacino, come da sempre richiesto dalle Organizzazioni Sindacali e dai Rappresentanti delle Istituzioni, compresi quindi i lavoratori oggettivamente non afferenti al ramo TPL per un totale di complessive 108 unità. L’assorbimento degli ulteriori lavoratori sarebbe avvenuto attraverso una nuova società, partecipata al 100% dal Consorzio e, come formalizzato, con il mantenimento dei medesimi trattamenti economici, retributivi, normativi e con l’applicazione della identica contrattazione collettiva. Questa soluzione avrebbe, altresì, garantito la piena applicabilità della clausola sociale per la quale il Comune di Cosenza ha già anticipato la previsione di inserimento nella gara in via di predisposizione per l’affidamento in concessione delle aree di parcheggio (strisce blu)».
«Le Organizzazioni Sindacali, ad eccezione della FIT CISL, hanno formalizzato, con nota del 23 giugno, la propria indisponibilità alla proposta aziendale ed alla prosecuzione di qualsivoglia confronto, richiamando una serie di elementi rispetto ai quali, vista l’infondatezza, il Consorzio si è trovato costretto a dover replicare con la comunicazione del 24 giugno ed anche e soprattutto alla luce di un percorso condiviso e poi rinnegato, testimoniato da tutti gli incontri avuti tra le parti. Si è così giunti all’esito negativo dell’esame congiunto del primo luglio scorso senza che però siano stati chiariti da parte sindacale quali elementi normativi, giuridici e contrattuali abbiano impedito la definizione di un accordo tra le parti».
Amaco al capolinea, salta l’accordo di vendita con il Consorzio autolinee: licenziamenti dietro l’angoloPer il Consorzio Autolonee TPL «l’assunzione di questa repentina ed inaspettata posizione sindacale, mai emersa in nessuno dei precedenti incontri ed anche a fronte della presenza delle integrali garanzie occupazionali e sociali, non trova spiegazione all’interno della procedura e si potrebbe ritenere dunque correlata all’intervento di elementi estranei alla procedura stessa».
«Ad oggi - si legge ancora - vista l’ulteriore comunicazione pervenuta della Curatela di valutare di procedere all’acquisizione della fallita AMACO Spa, con differenti condizioni, il Consorzio si è riservato di effettuare una verifica con i propri organi decisionali per sciogliere la riserva in merito. Chiariti i passaggi dell’intera vicenda, occorre sottolineare come le intenzioni del Consorzio, storico e riconosciuto operatore del settore, fossero esclusivamente quelli di rilanciare e rendere competitiva una realtà che, nel corso della sua storia, non è stata in grado di garantire quei risultati e quelli obiettivi di profittabilità e sostenibilità il cui raggiungimento è proprio di ogni azienda, tanto da giungere al fallimento dell’impresa seppur integralmente partecipata dal pubblico attraverso il socio unico Comune di Cosenza».
«L’intento del Consorzio – si fa presente – era quello di valorizzare l’azienda nel suo complesso, di coinvolgerne le competenze professionali per innescare un processo di crescita e sviluppo nel tempo, con ogni conseguente beneficio per il territorio. La recentissima intesa tra i tre principali Comuni dell’area urbana, Cosenza, Rende e Castrolibero, che hanno condiviso ed ufficializzato l’avvio del progetto di trasporto rapido BRT (Bus Rapid Transit) testimoniano la validità dell’iniziativa del Consorzio che già oggi è l’operatore che copre larga parte dei servizi di trasporto dell’area urbana».
Poi ancora: «Gli obiettivi di crescita, sviluppo ed integrazione della rete dei servizi perseguiti dal Consorzio attraverso l’acquisizione del ramo TPL della fallita AMACO Spa trovano quindi piena conferma anche nelle odierne determinazioni dei Comuni dell’area urbana a comprova della solidità, prospettiva, bontà e sostenibilità di quanto proposto dal Consorzio per un concreto rilancio di una realtà in stato di fallimento con ogni riflesso positivo in termini sociali ed occupazionali».
«Duole aver dovuto registrare, come ampiamente comprovato dalle comunicazioni delle Organizzazioni Sindacali delle ultime ore, netta opposizione ad una soluzione che non avesse natura esclusivamente pubblica. Spiace - conclude la nota - che non si sia colto lo spirito della proposta del Consorzio Autolinee TPL e le concrete possibilità di rilancio di una azienda fallita nell’ambito di un progetto di ampio respiro e prospettiva che, allo stato, potrà realizzarsi solo con l’utilizzo dell’esercizio delle linee affidate al Consorzio Autolinee TPL. Per doveroso rispetto istituzionale si stanno effettuando le analisi di carattere tecnico, produttivo ed organizzativo ai fini di un eventuale sviluppo della complessiva vicenda seppur in un clima di comprensibile sfiducia».