Ance Cosenza lancia l’allarme: «Caro energia e rincari frenano cantieri, investimenti e lavoro»
Galiano: «Speculazioni stanno drogando i mercati». I costruttori chiedono gasolio industriale come quello agricolo, accise mobili e misure anti-rincari sui materiali da costruzione
L’escalation del conflitto in Medio Oriente accende l’allarme sul fronte economico e dei cantieri. Oltre al dramma umanitario, cresce la preoccupazione del sistema imprenditoriale per «l’aumento vertiginoso del costo dell’energia» e per i rincari dei materiali, a partire dai derivati petrolchimici come il bitume, ma anche su acciaio e forniture influenzate dall’aumento dei costi di trasporto. Nel quadro descritto si aggiungono anche le notizie sulla riduzione della produzione giornaliera di petrolio da parte dei Paesi del Golfo e il rischio di ricadute su logistica e catene del valore legate allo Stretto di Hormuz.
Il presidente di Ance Cosenza, Giuseppe Galiano, parla di una fase che rischia di trasformarsi in instabilità economica: «L’aumento spropositato del costo dell’energia sta distruggendo il potere d’acquisto delle famiglie e compromettendo seriamente la competitività delle nostre aziende. Stiamo entrando in una fase di instabilità economica che minaccia l’economia e rischia di rallentare seriamente investimenti, cantieri e occupazione». E aggiunge: «A dieci giorni dall’attacco israelo-statunitense all’Iran i prezzi che stiamo registrando sono eccessivi e le speculazioni finanziarie stanno drogando i mercati e stanno mettendo in difficoltà famiglie e realtà economiche».
Sul piano delle proposte, Ance Cosenza rilancia l’urgenza di introdurre per il settore delle costruzioni un prezzo del gasolio industriale allineato a quello agricolo, idea già avanzata mesi fa dallo stesso Galiano. «L’impatto dei carburanti – spiega – incide in modo insostenibile sui costi di produzione e sul margine operativo delle imprese». Il consumo quotidiano di combustibile per mezzi e macchinari, sottolinea, finisce per aumentare i costi di realizzazione delle opere: «Non possiamo competere se ogni settimana il prezzo del carburante e dei materiali da costruzione aumenta». L’obiettivo dichiarato è salvaguardare imprese e lavoratori, quindi la tenuta sociale, richiamando anche le parole del presidente di Ance Calabria, Roberto Rugna.
Galiano cita inoltre la proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul meccanismo delle accise mobili per calmierare i prezzi dei carburanti rispetto alle oscillazioni internazionali e rilancia l’appello della presidente Ance Federica Brancaccio: affiancare alle misure contro il caro carburanti interventi specifici sui materiali da costruzione e attivare misure urgenti antispeculazione, sul modello di quelle adottate dopo l’inizio della guerra in Ucraina.
Nel pacchetto di richieste rientra anche un invito a intensificare i controlli: Galiano chiede alle Forze dell’Ordine e alle autorità competenti di rafforzare l’azione contro pratiche speculative che potrebbero aggravare ulteriormente il caro-energia. «Non chiediamo privilegi ma condizioni minime di sostenibilità economica per continuare a lavorare, investire e garantire occupazione nel nostro territorio».
In chiusura, l’appello alla politica estera: «Serve un impegno forte del Governo e della diplomazia italiana a favore della de-escalation e di una soluzione pacifica della crisi internazionale. La stabilità geopolitica non è un tema astratto: senza stabilità non c’è crescita e non c’è futuro per il sistema delle imprese».