Ance riunisce il vertice nazionale a Cosenza: dissesto, Pnrr e rigenerazione urbana al centro del confronto
Alla sede di Confindustria Cosenza incontro promosso da Ance Calabria e Ance Cosenza con la presidente Federica Brancaccio, i vertici del Comitato Mezzogiorno e il presidente Occhiuto. Focus su sicurezza, prevenzione, mercato edilizio e nuove sfide del Sud
Si è svolta nella sede di Confindustria Cosenza un’iniziativa di grande rilievo organizzata da Ance Cosenza e Ance Calabria, alla presenza dei vertici nazionali dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili guidati dalla presidente Federica Brancaccio. Un incontro che ha riunito numerosi presidenti provenienti da tutto il Mezzogiorno e che ha coinciso con la riunione, per la prima volta a Cosenza, del Comitato Mezzogiorno di Ance presieduto dal vicepresidente nazionale Giovan Battista Perciaccante.
Obiettivo della giornata: approfondire le sfide dell’edilizia contemporanea e il ruolo che il Sud può assumere come laboratorio nazionale di innovazione. Una prospettiva che, nelle intenzioni di Ance, parla di rigenerazione urbana, sicurezza del territorio, capacità amministrativa e uso intelligente dei fondi disponibili.
Tra le istituzioni presenti anche il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il sindaco di Cosenza Franz Caruso, il presidente ff. della Provincia Giancarlo Lamensa e il presidente di Ance Calabria Roberto Rugna.
All’iniziativa ha fatto seguito un confronto diretto, serrato e approfondito, con i principali vertici dell’Associazione costruttori.
Brancaccio: «Il paese è fragile. Senza prevenzione conteremo sempre i danni»
La presidente nazionale Federica Brancaccio non usa giri di parole quando le chiediamo del dissesto idrogeologico, tema tornato centrale dopo le ultime ondate di maltempo.
«Il dissesto idrogeologico è un problema che denunciamo da molti anni come Ance – afferma – e purtroppo ce ne ricordiamo sempre dopo la catastrofe. Abbiamo una protezione civile straordinaria, tra le migliori al mondo, ma se non investiamo seriamente sulla prevenzione e sulla messa in sicurezza di un Paese geologicamente giovane e fragile come l’Italia, continueremo a vedere ciò che vediamo oggi».
Per Brancaccio la questione è tanto tecnica quanto politica: «Serve un grande lavoro sull’adattamento climatico, sulla mitigazione dei rischi e soprattutto un’assunzione di responsabilità della politica. La manutenzione del territorio dà risultati nel lungo periodo, e proprio per questo spesso non si fa abbastanza».
«Sul Pnrr il mezzogiorno ha vinto la sfida. Ora non dobbiamo inciampare nell’ultimo miglio»
Sul PNRR, Brancaccio rivendica senza esitazioni il ruolo del sistema produttivo e degli enti del Sud: «Lo dico con orgoglio: siamo stati bravi. Le imprese sono state brave, la politica è stata brava. I Comuni del Mezzogiorno sono riusciti persino a superare quelli del Nord in termini di capacità di spesa, pur essendo meno strutturati. È stata una sfida enorme e l’abbiamo vinta. Ora siamo all’ultimo miglio: non possiamo perderci adesso».
«Le regioni devono usare bene la flessibilità europea. Ma la chiave resta la fiducia»
L’incontro con il presidente Occhiuto è occasione per un confronto diretto: «Ci sono tanti temi sul tavolo – continua Brancaccio –. In Europa si sta lavorando bene e oggi abbiamo la possibilità di utilizzare i fondi di sviluppo e coesione anche su dissesto idrogeologico, acqua, casa. È una flessibilità importantissima, che le Regioni devono cogliere riprogrammando opere non più attuali. Ma una cosa non ci stancheremo mai di ripetere: serve fiducia tra pubbliche amministrazioni e mondo produttivo».
«Con regole urbanistiche del 1942 è impossibile fare vera rigenerazione urbana»
Il discorso si sposta sul consumo di suolo. «Se vogliamo sicurezza, adattamento climatico, rigenerazione e case accessibili dobbiamo accettare una verità semplice: con regole urbanistiche del 1942 non si può andare avanti. Come facciamo a non consumare suolo se c’è richiesta di abitazioni? Si può crescere in altezza, si può cambiare destinazione d’uso di aree industriali dismesse, ma serve un quadro normativo moderno».
«Il settore sta bene, ma senza continuità rischiamo un nuovo tracollo»
L’edilizia italiana oggi respira, ma non può permettersi pause. «Dopo un decennio drammatico – spiega Brancaccio – il settore si è rialzato. Il PNRR è stata una palestra straordinaria. Le imprese sono tornate a investire, persino i figli degli imprenditori stanno rientrando in azienda. Ma per non rischiare di cadere di nuovo serve continuità, programmazione e fiducia. L’edilizia di oggi non è quella della cementificazione: è quella che mette in sicurezza scuole, ospedali, città. È un settore strategico per il PIL. Va sostenuto».
Perciaccante: «L’edilizia è il 24% del Pil calabrese. Qui a Cosenza c’è il vertice nazionale»
Il vicepresidente nazionale Ance e presidente del Comitato Mezzogiorno, Giovan Battista Perciaccante, sottolinea la portata dell’incontro: «A Cosenza oggi c’è tutto il vertice Ance: presidenti regionali, vicepresidenti, tesoriere nazionale, il direttore. Per la nostra territoriale è un risultato enorme. L’edilizia rappresenta il 24% del PIL calabrese: è il motore che ha permesso al Mezzogiorno di ottenere numeri migliori del Nord. E qui discuteremo del futuro del settore: occupazione, giovani, prospettive». Perciaccante insiste sul ruolo delle nuove generazioni: «Il futuro passa dai ragazzi. Dobbiamo dimostrare che in Calabria c’è spazio per loro, per le loro competenze e per la loro voglia di eccellere».
Galiano: «Case green, materiali naturali e coraggio di abbattere quando serve»
Il presidente di Ance Cosenza, Giuseppe Galiano, analizza le nuove esigenze abitative:
«Il mercato è cambiato: oggi le case devono essere green, costruite con materiali naturali e biocompatibili, e garantire qualità della vita oltre che sicurezza. Non si tratta solo di nuove costruzioni: bisogna rigenerare l’esistente e, quando non è possibile, avere il coraggio di abbattere e ricostruire con consumo di suolo zero». Sul tema della sicurezza nei cantieri Galiano è netto: «I nostri lavoratori sono le nostre braccia. Senza di loro non realizziamo nulla. Ma nei subappalti pubblici spesso le condizioni diventano troppo stringenti. Con i tempi del PNRR si è corso troppo: quando si corre, aumentano inevitabilmente gli infortuni».
Occhiuto: «Rigenerazione urbana e housing sociale: il confronto con Ance resta centrale»
Il presidente della Regione Calabria chiude il confronto con una riflessione sulle prospettive condivise con l’Associazione: «La sinergia con Ance è consolidata: lavoriamo insieme da anni e con ottimi risultati. Con loro stiamo ragionando sul rilancio della rigenerazione urbana e sull’uso intelligente dei fondi per l’housing sociale. Abbiamo investito circa 80 milioni e vogliamo farlo anche nei borghi». Sul tema dei crediti incagliati, Occhiuto è prudente ma trasparente: «È un problema nazionale. Ho il dovere di mantenere i conti in equilibrio e non posso promettere ciò che non posso realizzare. Ma con Ance continueremo a confrontarci: ci servono idee concrete per investire bene le risorse, anche nei piccoli centri che vogliono rinascere».