Basta scontrini, cosa cambia davvero per spese mediche e 730
Nuove regole per le detrazioni al 19%, addio a molti scontrini ma più verifiche dell’Agenzia delle Entrate. Ecco cosa cambia davvero per i contribuenti
Cambiano le regole per portare in detrazione le spese mediche nel modello 730. Le novità puntano a semplificare la vita dei contribuenti, ma allo stesso tempo rafforzano i controlli del Fisco, che ora può verificare nel dettaglio ogni singola spesa.
Il punto di partenza resta invariato: le spese sanitarie danno diritto a una detrazione del 19%. Ma il sistema diventa più automatico. Gran parte dei costi sostenuti viene infatti inserita direttamente nella dichiarazione precompilata, grazie ai dati trasmessi al Sistema tessera sanitaria da medici, farmacie e strutture accreditate.
Questo significa che il contribuente, nella maggior parte dei casi, non deve fare nulla. Diverso il discorso per le spese sostenute fuori dal circuito sanitario, come acquisti nei supermercati o online: queste vanno ancora inserite manualmente.
Una delle novità più rilevanti riguarda la documentazione. Dal luglio 2025 non è più obbligatorio conservare scontrini e fatture per le spese già presenti nel Sistema tessera sanitaria. Basta scaricare il riepilogo dal portale dedicato e allegare una dichiarazione che ne attesti la conformità. Restano però da conservare tutti i documenti relativi alle spese non registrate nel sistema, come quelle effettuate all’estero o fuori dai canali ufficiali.
Sul fronte delle tipologie di spesa, il perimetro resta ampio. Sono detraibili le prestazioni di medici e odontoiatri, le analisi di laboratorio, le cure in cliniche private e le prestazioni di figure sanitarie come psicologi, infermieri, nutrizionisti e fisioterapisti. Anche la fisioterapia e le terapie riabilitative rientrano nella detrazione, senza bisogno di prescrizione medica, purché la fattura indichi chiaramente la qualifica del professionista.
Sono inclusi anche medicinali e dispositivi medici con marchio CE, indipendentemente dal luogo di acquisto. In questa categoria rientrano, ad esempio, anche i materassi ortopedici se riconosciuti come dispositivi sanitari.
Per le persone con disabilità restano regole più favorevoli. Le spese mediche generiche e quelle per assistenza specifica sono deducibili, cioè sottratte direttamente dal reddito, e non solo detraibili. Possono essere portate in dichiarazione anche dai familiari che le hanno sostenute, in alcuni casi anche se il disabile non è fiscalmente a carico, purché rientri tra i soggetti per cui esiste un obbligo di assistenza previsto dalla legge.
Un altro punto da tenere presente riguarda i pagamenti. Per ottenere la detrazione, in generale è richiesto l’uso di strumenti tracciabili, come carte o bonifici. Tuttavia, l’obbligo non vale per le spese sostenute presso strutture pubbliche o convenzionate, né per l’acquisto di farmaci e dispositivi medici.
Le spese rimborsate possono comunque essere detratte, ma solo in determinate condizioni. Se il contribuente ha pagato di tasca propria una polizza sanitaria, può portare in detrazione anche le spese rimborsate. Diverso il caso dei fondi sanitari integrativi: qui il premio è già deducibile e quindi le spese rimborsate non possono essere detratte.
Restano poi le spese veterinarie, anch’esse inserite nella precompilata, con un limite massimo di 550 euro. La detrazione spetta a chi ha sostenuto il costo, anche se non è il proprietario dell’animale.
La vera svolta, però, riguarda i controlli. L’Agenzia delle Entrate può ora accedere direttamente ai dati del Sistema tessera sanitaria per verificare ogni singola voce indicata nella dichiarazione. Non si tratta più di controlli generici o aggregati: ogni prestazione può essere analizzata nel dettaglio, con informazioni su data, importo, tipo di servizio e soggetto che lo ha erogato.
Questo rende più rischioso modificare la dichiarazione precompilata aggiungendo spese non presenti nel sistema. In caso di verifica, il Fisco può confrontare direttamente i dati e avviare controlli mirati.
Un ultimo elemento da chiarire riguarda i limiti di reddito. Le spese sanitarie restano escluse dai nuovi tetti previsti per chi supera i 75 mila euro annui. In pratica, anche i contribuenti con redditi più alti continuano a beneficiare della detrazione senza riduzioni.
Il quadro che emerge è quindi duplice: meno burocrazia per chi si affida ai dati già registrati, ma maggiore attenzione richiesta in caso di integrazioni o modifiche. La semplificazione esiste, ma passa attraverso un sistema di controllo molto più preciso.