Bollo auto, la Cgil Calabria attacca: «Una trovata elettorale, servono misure strutturali»
Il sindacato critica la sospensione del tributo e sollecita interventi su salari, energia e famiglie. Mobilitazioni il 17 ottobre e il 14 novembre
La sospensione del pagamento del bollo auto viene giudicata dalla Cgil Calabria una misura temporanea, insufficiente e condizionata dalla prossima scadenza elettorale. Il sindacato contesta il provvedimento e chiede a Governo e Regione interventi strutturali contro il caro energia, l’aumento dei prezzi e la perdita del potere d’acquisto delle famiglie.
«La sospensione del pagamento del bollo auto nell’anno in cui si torna alle urne difficilmente può essere interpretata come una misura salva famiglie, ma più verosimilmente ci sembra una chiara mossa a fini elettorali», afferma la segreteria regionale della confederazione.
Le critiche alla sospensione del bollo
Secondo la Cgil, il provvedimento offrirebbe soltanto un beneficio momentaneo, senza intervenire sulle cause che stanno determinando l’aumento delle difficoltà economiche per lavoratori, pensionati e nuclei familiari.
Il sindacato contesta anche i criteri previsti per l’accesso alla misura. Nella nota viene evidenziato come l’esenzione sarebbe destinata soprattutto a chi possiede automobili di piccola cilindrata, penalizzando invece le famiglie numerose che hanno necessità di utilizzare veicoli più grandi.
La Cgil solleva inoltre dubbi sulla provenienza delle risorse. A giudizio dell’organizzazione, i fondi necessari sarebbero sottratti a settori considerati strategici, tra cui sanità e infrastrutture. Una valutazione politica che il sindacato accosta alle scelte compiute per il finanziamento del Ponte sullo Stretto.
Inflazione e prezzi dell’energia
La posizione della Cgil parte dalla situazione economica e sociale della Calabria. Nel documento viene richiamato un tasso d’inflazione del 3,3%, accompagnato da un incremento dei prezzi dei beni energetici del 17% su base annua.
Secondo il sindacato, questi aumenti producono conseguenze particolarmente pesanti in una regione caratterizzata da salari mediamente bassi, occupazione precaria e diffuse condizioni di fragilità sociale.
«Il potere d’acquisto è ormai logoro», afferma il segretario generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, chiedendo di interrompere quello che definisce uno «scaricabarile tra Roma e Catanzaro».
«Le misure temporanee non bastano»
Trotta sostiene che bonus e interventi limitati nel tempo possano attenuare soltanto una parte degli aumenti, senza affrontare il problema strutturale del costo dell’energia e della progressiva riduzione del valore reale dei salari.
La Cgil sollecita quindi il Governo nazionale ad assumere provvedimenti più ampi e duraturi. Allo stesso tempo, chiama direttamente in causa la Regione Calabria, giudicandone «insufficiente e inadeguata» la risposta politica.
«Non basta qualche iniziativa isolata, non bastano annunci e non basta intervenire quando l’emergenza è già esplosa», sostiene Trotta, che invita la Giunta regionale a definire una strategia sul caro energia, sulla tutela del reddito e sul sostegno al sistema produttivo.
La richiesta di un confronto con la Regione
La Cgil Calabria chiede alla Giunta di convocare con urgenza le organizzazioni sindacali e le parti sociali. Tra le priorità indicate figurano la difesa del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati, il sostegno alle famiglie alle prese con le bollette e il contrasto al caro trasporti.
Il sindacato propone inoltre misure per le piccole e medie imprese colpite dall’aumento dei costi energetici, un utilizzo più efficace dei fondi regionali ed europei e la costruzione di una politica energetica capace di generare benefici per cittadini e attività produttive.
Secondo Trotta, la produzione energetica calabrese non si traduce oggi in vantaggi concreti per il territorio. Da qui la richiesta alla Regione di utilizzare gli strumenti disponibili o, se insufficienti, di rivendicare maggiori risorse nei confronti del Governo.
Le mobilitazioni annunciate
La vertenza sarà accompagnata da due appuntamenti di mobilitazione. La Cgil ha annunciato la partecipazione alla manifestazione in programma a Roma il 17 ottobre e una successiva iniziativa regionale prevista in Calabria il 14 novembre.