Buoni pasto all’Azienda ospedaliera di Cosenza, nuove sentenze favorevoli alla FP Cgil
Il Tribunale riconosce gli arretrati ai dipendenti. Iuliano: «I diritti dei lavoratori non sono negoziabili»
Nuovo successo legale per la FP Cgil di Cosenza nella vertenza sul riconoscimento dei buoni pasto ai dipendenti dell’Azienda ospedaliera. Il Tribunale di Cosenza ha emesso nuove sentenze, tra cui la numero 793/2026, che condannano l’ente al pagamento degli arretrati maturati negli ultimi dieci anni.
L’azione legale è stata promossa attraverso lo studio dell’avvocato Andrea Amatruda e si inserisce in un percorso avviato dal sindacato per ottenere il riconoscimento di un diritto che, secondo le decisioni dei giudici, era stato negato in modo illegittimo a diverse categorie di lavoratori.
Buoni pasto, il Tribunale riconosce gli arretrati
Le nuove pronunce confermano il diritto alla mensa o, in alternativa, al buono pasto sostitutivo per i dipendenti che svolgono turni superiori alle sei ore. Secondo quanto evidenziato dalla FP Cgil, si tratta di un’erogazione assistenziale collegata al diritto alla pausa e non subordinata alla natura turnista del lavoro o ai vincoli derivanti dai piani di rientro.
Le sentenze riconoscono quindi gli arretrati dell’ultimo decennio, sanando una situazione che il sindacato considera un inadempimento protratto nel tempo.
La vertenza prosegue nonostante l’Azienda ospedaliera avesse manifestato, già dal 20 marzo, la volontà di chiudere un accordo transattivo. L’assenza di atti concreti ha però spinto la FP Cgil a continuare con i ricorsi per tutelare i lavoratori coinvolti.
Iuliano: «Siamo andati avanti e continueremo a farlo»
Il segretario generale della FP Cgil Cosenza, Alessandro Iuliano, rivendica la scelta di proseguire sul piano giudiziario in assenza di una soluzione effettiva da parte dell’Azienda.
«Siamo andati avanti e continueremo a farlo», dichiara Iuliano. «Mentre l’Azienda fissa al 24 giugno il termine per un accordo, i giudici stanno già restituendo ai lavoratori quanto dovuto, accertando l’illegittimità dei regolamenti aziendali che escludevano ingiustamente categorie come i turnisti notturni».
Per il sindacato, il riconoscimento degli arretrati rappresenta un passaggio di giustizia sostanziale, perché restituisce ai dipendenti somme maturate nel tempo e conferma la fondatezza delle rivendicazioni avanzate.
Contestati i regolamenti aziendali
Uno dei punti centrali della vertenza riguarda i regolamenti aziendali che, secondo quanto affermato dalla FP Cgil, avrebbero escluso illegittimamente alcune categorie di personale dal diritto al buono pasto.
Le decisioni del Tribunale rafforzano la posizione sindacale, riconoscendo che il diritto alla pausa e alla mensa sostitutiva non può essere sacrificato attraverso disposizioni interne ritenute non conformi.
Il riferimento ai turnisti notturni assume particolare rilievo, perché riguarda lavoratori impegnati in fasce orarie delicate e in servizi essenziali, ai quali il sindacato ritiene debba essere garantito lo stesso trattamento riconosciuto agli altri dipendenti.
La FP Cgil: «I diritti non sono negoziabili»
La FP Cgil Cosenza ribadisce una linea netta: i diritti dei lavoratori non possono essere oggetto di rinvii indefiniti né di trattamenti differenziati ingiustificati.
Le sentenze ottenute vengono considerate la prova dell’efficacia dell’azione sindacale e della necessità di mantenere alta l’attenzione su una vertenza che coinvolge il personale sanitario e amministrativo dell’Azienda ospedaliera.
Per il sindacato, il riconoscimento dei buoni pasto e degli arretrati non rappresenta soltanto una questione economica, ma un principio di equità, rispetto del lavoro e corretto trattamento del personale.
La FP Cgil annuncia quindi la prosecuzione dell’attività di tutela, in attesa di eventuali atti concreti da parte dell’Azienda e del possibile accordo fissato entro il termine del 24 giugno.