Busitalia in Calabria, la Faisa Cisal: «Non possiamo accettare che la Calabria continui a essere svuotata di servizi essenziali»
A tre anni dall’acquisizione del ramo d’azienda Simet, il sindacato denuncia la chiusura delle linee a lunga percorrenza e turni limitati ai servizi sostitutivi dei treni. Chiesto un piano industriale a Gruppo Fs, Ministero e Regione
La Faisa Cisal chiede a Busitalia, Trenitalia, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Regione Calabria un incontro urgente e un piano industriale per i servizi e i lavoratori dell’ex ramo d’azienda Simet. A tre anni dall’acquisizione da parte di Busitalia, società del Gruppo Ferrovie dello Stato, il sindacato giudica il bilancio «drammaticamente negativo».
Simet, ricorda la nota, ha garantito per quasi 80 anni i collegamenti tra la Calabria, il resto d’Italia e la Germania.
Le linee chiuse
Secondo il sindacato, le promesse iniziali di rilancio, potenziamento dei servizi e aumento dell’occupazione non sono state mantenute. Il 31 maggio è stata decisa la chiusura delle linee a lunga percorrenza su gomma. La Faisa Cisal richiama anche la soppressione di collegamenti ferroviari lungo la fascia jonica, tra cui il treno diretto da Sibari a Bolzano.
Il 3 ottobre l’assessore regionale Gianluca Gallo aveva annunciato che dal 1° febbraio 2027 il Frecciarossa da Sibari avrà come destinazione Milano e Torino al posto di Bolzano.
Investimenti e lavoro
Per il sindacato, in tre anni Busitalia non ha avviato una strategia di sviluppo: nessun investimento sulla rete, nessuna promozione commerciale né interventi per intercettare la domanda di mobilità. Secondo la Faisa Cisal, il calo dell’utenza è la conseguenza di questo disimpegno ed è stato poi usato per giustificare i tagli.
Ai lavoratori, denuncia la nota, vengono offerti quasi esclusivamente turni nei servizi sostitutivi dei treni, commesse temporanee che non garantiscono stabilità.
Le richieste
A Busitalia e Trenitalia il sindacato chiede di chiarire la strategia industriale per la Calabria, fermare i tagli alle linee a lunga percorrenza e presentare un piano di valorizzazione dei servizi. A Ministero e Regione chiede di rendere conto dell’utilizzo dei fondi pubblici destinati alla mobilità nel territorio. Per i lavoratori dell’ex Simet chiede garanzie di stabilità che vadano oltre i servizi sostitutivi.
«Non possiamo accettare che la Calabria continui a essere svuotata di servizi essenziali e che i lavoratori paghino il prezzo di una totale assenza di visione industriale», conclude la nota firmata da Elda Renna, Rsa Faisa Cisal.