Calabria Verde, Flai Cgil: «Per gli ex Legge 15 giornate salite a 151»
Il sindacato rivendica il risultato della contrattazione unitaria con Fai Cisl e Uila Uil: «In tre anni si è passati da 83 a 151 giornate»
Il numero delle giornate lavorative e contributive riconosciute agli operai a tempo determinato ex Legge 15 impiegati nell’azienda regionale Calabria Verde sarebbe salito, nell’arco di tre anni, da 83 a 151. A darne notizia è la Flai Cgil di Cosenza, che esprime soddisfazione per l’esito della vertenza e attribuisce il risultato alla mobilitazione dei lavoratori e alla contrattazione sindacale unitaria.
«Una vittoria frutto di lotte e contrattazione», sostiene la segretaria generale provinciale Alessia Costabile, ripercorrendo le diverse fasi di una vicenda occupazionale iniziata molti anni fa e passata dall’impiego nei Comuni al trasferimento presso Calabria Verde.
Il dato delle 151 giornate è quello indicato dal sindacato nel proprio comunicato. La Flai Cgil non considera tuttavia conclusa la vertenza e annuncia che continuerà a chiedere ulteriori garanzie sul futuro occupazionale delle maestranze.
Dalla mobilitazione dei disoccupati ai primi progetti
Secondo la ricostruzione della Flai Cgil, il percorso degli ex Legge 15 nasce da un movimento di disoccupati che, attraverso iniziative e mobilitazioni, rivendicò il riconoscimento del diritto al lavoro.
Una prima fase fu sostenuta da un progetto nazionale finanziato dal Governo dell’epoca con circa cinque milioni di euro. I lavoratori furono inizialmente impiegati attraverso una formula cooperativa e inseriti nelle graduatorie Sial.
Una svolta nella vertenza, ricorda il sindacato, arrivò con la proposta avanzata dall’allora coordinatore regionale Nidil Antonio Cimino. Il percorso portò alla costituzione di un fondo regionale di circa 12mila euro per ogni lavoratore, destinato ai Comuni che ne utilizzavano le prestazioni.
Nel territorio cosentino erano coinvolte, tra le altre, le amministrazioni di San Giovanni in Fiore, Longobucco, Guardia Piemontese e Acri.
Il passaggio a Calabria Verde
L’obiettivo perseguito dalla Flai Cgil e dall’allora segretario generale Giovambattista Nicoletti era accompagnare gradualmente i lavoratori verso Calabria Verde, individuando nell’azienda regionale uno sbocco occupazionale maggiormente coerente con le competenze maturate.
Gli operai sono stati così destinati ad attività connesse alla tutela del patrimonio boschivo e alla prevenzione degli incendi, due settori considerati strategici per la sicurezza del territorio calabrese.
Il trasferimento ha rappresentato il superamento della precedente frammentazione tra i diversi enti utilizzatori, senza tuttavia chiudere definitivamente la questione relativa al numero delle giornate garantite e alla continuità occupazionale.
La contrattazione di Flai, Fai e Uila
La Flai Cgil attribuisce l’incremento delle giornate alla battaglia condotta insieme a Fai Cisl e Uila Uil e al confronto politico e sindacale avviato con le istituzioni regionali.
«Accogliamo questo risultato con grande soddisfazione – afferma Alessia Costabile – ma la nostra azione non si ferma qui. Continueremo a vigilare e a rivendicare ulteriori miglioramenti per la stabilità e la dignità occupazionale di queste maestranze».
Per il sindacato, il passaggio dalle iniziali 83 alle attuali 151 giornate costituisce un avanzamento sul piano economico e contributivo, ma non elimina la necessità di costruire una prospettiva più stabile per lavoratori provenienti da una lunga storia di precariato.
«Per la Flai Cgil – conclude Costabile – le battaglie a tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori non si considerano mai concluse».