Caro benzina e diesel, il governo studia nuove misure: torna l'ipotesi delle accise mobili
Meloni e Giorgetti al lavoro per contenere l'aumento dei prezzi alla pompa. Sul tavolo il meccanismo introdotto nel 2008 che consentirebbe di ridurre automaticamente le accise utilizzando il maggior gettito Iva generato dal rincaro del petrolio
Il caro carburanti torna al centro dell'agenda del governo. Dopo i nuovi rincari registrati negli ultimi giorni, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti per valutare possibili interventi in grado di alleggerire il peso degli aumenti su famiglie e imprese. Tra le ipotesi allo studio c'è il ritorno delle accise mobili, un meccanismo già introdotto nel 2008 che consentirebbe di ridurre automaticamente parte della tassazione sui carburanti.
La riunione arriva in un momento di forte tensione sui mercati energetici. L'aumento del prezzo del petrolio, alimentato dalle tensioni geopolitiche internazionali, si sta infatti riflettendo rapidamente sui listini dei distributori italiani.
Secondo gli ultimi dati, il prezzo medio della benzina self service è salito a 1,968 euro al litro, mentre il gasolio ha raggiunto 2,161 euro al litro. In autostrada i prezzi risultano ancora più elevati, con la benzina oltre i 2,05 euro e il diesel sopra i 2,22 euro al litro.
Come funzionano le accise mobili
L'ipotesi al vaglio dell'esecutivo non prevede un nuovo bonus finanziato con risorse aggiuntive dello Stato. Il sistema delle accise mobili utilizza infatti il maggiore gettito Iva che lo Stato incassa automaticamente quando aumenta il prezzo dei carburanti.
In pratica, una parte di queste maggiori entrate fiscali verrebbe impiegata per ridurre le accise, attenuando così il rincaro alla pompa. Si tratta però di uno strumento con effetti limitati, perché l'entità dello sconto dipende proprio dall'extragettito Iva disponibile.
Perché il governo cambia strategia
Nei mesi scorsi l'esecutivo era già intervenuto più volte riducendo temporaneamente le accise su benzina e gasolio. Una misura che ha contribuito a contenere i prezzi ma che ha comportato un costo significativo per le finanze pubbliche, rendendo difficile una proroga prolungata.
Per questo motivo il governo starebbe valutando una soluzione ritenuta più sostenibile dal punto di vista dei conti pubblici, evitando nuovi stanziamenti straordinari.
Nessuna decisione immediata
Al momento non è stato adottato alcun provvedimento. Palazzo Chigi ha fatto sapere che sono in corso approfondimenti tecnici e che nei prossimi giorni proseguiranno gli incontri per valutare gli strumenti più efficaci da mettere in campo. L'eventuale attivazione delle accise mobili resta quindi un'ipotesi, sulla quale il governo dovrà assumere una decisione nelle prossime settimane.