Caro prezzi e carburanti, i sindaci del Basso Tirreno scrivono al Governo: «Servono misure immediate»
Documento programmatico rivolto a Palazzo Chigi, Regione e istituzioni locali. Tra le richieste: sostegni alle famiglie con Isee sotto i 20mila euro, trasporti agevolati, controllo dei prezzi, deduzioni fiscali e un piano straordinario contro il caro vita
Non una protesta di categoria, ma un appello che prova a mettere insieme famiglie, lavoratori, pensionati, imprese, agricoltori e autotrasportatori. I sindaci del Basso Tirreno cosentino e il Comitato spontaneo dei cittadini chiedono al Governo e alla Regione Calabria un intervento urgente contro il caro vita, il caro carburanti e la perdita del potere d’acquisto.
Il documento programmatico è indirizzato alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, al presidente della Regione Roberto Occhiuto e al presidente della Provincia di Cosenza Biagio Antonio Faragalli.
Il punto di partenza è una fotografia che gli amministratori definiscono ormai difficile da ignorare: benzina e gasolio sempre più pesanti sui bilanci familiari, rincari dei generi alimentari, bollette e costi di gestione delle imprese in aumento.
«Il caro vita non è un problema di una sola categoria», si legge nel documento. «È una questione che riguarda l’intera comunità».
Otto richieste al Governo
Le proposte messe nero su bianco sono otto.
La prima riguarda il controllo dei prezzi dei generi alimentari di prima necessità, con strumenti di monitoraggio lungo tutta la filiera per contrastare eventuali aumenti ingiustificati.
Poi arrivano gli aiuti diretti alle famiglie: i firmatari chiedono contributi straordinari per pensionati, persone fragili e nuclei con Isee inferiore a 20mila euro, da utilizzare per affrontare il peso di bollette, trasporti e beni essenziali.
Un altro capitolo riguarda il trasporto pubblico locale, per il quale si chiedono tariffe agevolate destinate soprattutto a studenti, pensionati, pendolari e famiglie a basso reddito.
Extragettito e detrazioni
Tra le proposte c’è anche quella di utilizzare una parte delle maggiori entrate fiscali generate dall’aumento dei prezzi per finanziare misure di sostegno ai redditi.
Il documento ipotizza inoltre agevolazioni fiscali sulle spese per carburanti, assicurazioni e bollette, sia per le famiglie sia per le partite Iva, compresi i contribuenti in regime forfettario.
L’obiettivo dichiarato è ridurre il peso delle spese che oggi vengono considerate indispensabili per vivere e lavorare.
Chiesto un provvedimento straordinario contro il caro prezzi
I sindaci chiedono poi al Governo di valutare uno strumento straordinario e coordinato per affrontare il rincaro dei beni essenziali, indicando risorse e tempi certi.
Nel documento entra anche la difesa del Made in Italy, con richieste di sostegno ad agricoltori, allevatori e produttori nazionali, incentivi all’innovazione e interventi per contenere i costi delle filiere.
Ultimo punto, il contributo dei grandi operatori digitali e delle multinazionali dell’e-commerce: la proposta è quella di valutare un rafforzamento della tassazione, compatibilmente con la normativa nazionale ed europea, destinando eventuali maggiori entrate a misure sociali e al sostegno delle piccole e medie imprese.
«Non chiediamo privilegi»
Il documento prova a tenere insieme la protesta sociale e la richiesta di un tavolo istituzionale.
I firmatari chiedono infatti un confronto urgente con Governo, Regione, enti locali, categorie produttive e rappresentanze dei lavoratori, con l’obiettivo di ottenere «risposte pubbliche, impegni verificabili e un calendario degli interventi».
Viene inoltre espresso sostegno alle ragioni economiche e sociali delle mobilitazioni in corso, purché nel rispetto della legge, della sicurezza e della continuità dei servizi essenziali.
La conclusione è affidata a una frase che riassume il senso politico dell’appello: «Il Basso Tirreno Cosentino non chiede privilegi: chiede equità, tutela del lavoro e il diritto delle famiglie a vivere dignitosamente».