Boom di domande per il concorso Epso, quasi un iscritto su due è italiano
Oltre 170mila candidature per 1490 posti nelle istituzioni europee: gli italiani sono 79.450, il 45% del totale
Il concorso Epso aperto per entrare nelle istituzioni europee ha registrato numeri ben oltre le attese. Gli iscritti sono stati più di 170mila per 1490 posti nella lista di riserva destinata a futuri impieghi presso l’Unione europea. A colpire, più di tutto, è il dato italiano: quasi un partecipante su due proviene dall’Italia.
A comunicarlo è stato lo stesso Ufficio europeo di selezione del personale, che ha definito il risultato finale «ben oltre qualsiasi aspettativa». Le previsioni iniziali si fermavano infatti a 50-60mila partecipanti, ma alla chiusura delle iscrizioni il numero è salito fino a 174.922 candidature.
Il boom di iscritti al concorso Epso
La scadenza per l’iscrizione era fissata a ieri alle 12:00, e i numeri finali hanno confermato una partecipazione eccezionale. Il concorso mira a formare una lista di riserva per 1490 posti nelle istituzioni europee, una procedura che rappresenta uno dei principali canali di accesso al lavoro comunitario.
Il dato complessivo assume ancora più rilievo se confrontato con l’ultimo concorso generalizzato dello stesso tipo, risalente al 2019, quando i partecipanti furono circa 22mila. Stavolta la corsa ai posti europei ha moltiplicato in modo impressionante il numero delle candidature.
Gli italiani sono il 45 per cento dei partecipanti
Secondo i dati pubblicati dal portale Euractiv, l’Italia è di gran lunga il Paese più rappresentato tra gli iscritti. Su 174.922 candidati, ben 79.450 sono italiani, pari a circa il 45% del totale.
Un dato nettamente superiore a quello degli altri Paesi europei. Subito dietro si collocano infatti gli spagnoli con 13.795 iscritti, i tedeschi con 11.705 e i francesi con 10.939. Il distacco rispetto all’Italia è molto ampio e restituisce l’immagine di una partecipazione italiana eccezionalmente elevata.
Per gli italiani la selezione si fa ancora più difficile
Paradossalmente, proprio questo boom di candidature italiane rende il percorso ancora più complicato per chi partecipa dall’Italia. Secondo gli obiettivi interni della Commissione europea sugli equilibri nazionali all’interno delle istituzioni, gli italiani dovrebbero rappresentare circa l’11,2% degli impiegati presso la Commissione stessa.
Questo significa che, a fronte di una presenza del 45% tra gli iscritti, la competizione interna alla platea italiana rischia di essere particolarmente dura. In altre parole, il numero altissimo di candidati provenienti dal nostro Paese non si traduce automaticamente in maggiori possibilità di successo, ma anzi alza ulteriormente il livello della selezione.
Stipendi e profilo dei posti disponibili
I candidati che riusciranno a rientrare tra i 1490 vincitori potranno poi concorrere per un posto di livello AD5, fascia che corrisponde a uno stipendio mensile compreso tra 6mila e 7mila euro.
Si tratta di una soglia retributiva che rende il concorso particolarmente attrattivo, soprattutto in un contesto europeo in cui il lavoro nelle istituzioni comunitarie continua a essere percepito come un’opportunità di alto profilo, sia sul piano economico sia sotto il profilo professionale.