Cosenza “città del vino”, la proposta dell’assessore Branda passa all’unanimità
Il titolare della delega alle Attività Produttive ha spiegato in Consiglio comunale ha portato l’esempio di Donnici, «una delle espressioni più significative e un territorio che custodisce una tradizione vitivinicola antica, riconosciuta attraverso la Denominazione di Origine Protetta»
Il Consiglio comunale ieri pomeriggio ha trattato l’adesione del Comune di Cosenza all’Associazione nazionale “Città del Vino”. La proposta è stata illustrata dall’Assessore alle attività economiche e produttive e al turismo, Rosario Branda. «Questa proposta - ha esordito Branda - nella sua veste amministrativa potrebbe apparire come una semplice adesione ad un'associazione nazionale. In realtà, credo che il significato di questa deliberazione sia molto più ampio».
«Con questo atto – ha ribadito l’Assessore Branda - il Comune di Cosenza sceglie di entrare nella rete delle Città del Vino, una delle più autorevoli realtà nazionali impegnate nella valorizzazione dei territori vitivinicoli, delle produzioni di qualità, del paesaggio rurale e della cultura del vino». Ha quindi chiarito il senso dell’adesione «non per aggiungere un logo al nostro materiale istituzionale, ma perché riteniamo che questa scelta possa rappresentare un'opportunità concreta di crescita per la nostra città. Entriamo in una rete che riunisce centinaia di Comuni italiani accomunati dalla volontà di trasformare il patrimonio vitivinicolo in una leva di sviluppo economico, turistico e culturale».
Quindi Branda ha ricordato il percorso avviato dall’Amministrazione comunale negli ultimi mesi, con l’elaborazione del Masterplan “Cosenza Attrattiva” che – ha chiarito l’Assessore - mette in relazione turismo, commercio, artigianato, cultura e identità territoriale. «L'adesione a Città del Vino – ha rimarcato Branda - si inserisce pienamente in questa visione. Non è un'iniziativa isolata. È un tassello di una strategia più ampia. Perché oggi la competizione non è più di tipo puntuale tra singole realtà, ma tra sistemi territoriali. E la competitività di una città non si misura soltanto nella capacità di offrire servizi, che resta fondamentale, ma anche nella capacità di valorizzare ciò che la rende unica. E Cosenza possiede un patrimonio straordinario, seppur non ancora valorizzato fino in fondo».
E a questo proposito l’Assessore ha portato l’esempio di Donnici, «una delle espressioni più significative e un territorio che custodisce una tradizione vitivinicola antica, riconosciuta attraverso la Denominazione di Origine Protetta, nell'ambito di Terre di Cosenza, ma soprattutto costruita nel tempo dal lavoro, dalla passione e dalla competenza di intere generazioni di produttori».
Per Rosario Branda «valorizzare Donnici significa valorizzare una parte importante dell'identità della nostra città. Significa creare nuove opportunità per il turismo enogastronomico e sostenere le aziende agricole, i produttori, la ristorazione, il commercio di qualità e tutte quelle attività economiche che possono trarre beneficio da un sistema territoriale più forte e più riconoscibile». L'adesione alla rete delle Città del Vino consentirà a Cosenza di partecipare a progettualità nazionali, di condividere buone pratiche con altri territori e di costruire nuove occasioni di promozione e collaborazione.
L’Assessore Branda ha ricordato, inoltre, il confronto costante e molto positivo avviato con i produttori delle 7 cantine della Dop (di cui 5 ricadenti nel perimetro urbano) e le associazioni di Donnici, esprimendo soddisfazione per aver trovato una comunità viva e competente. Una comunità che non chiede soltanto di essere valorizzata, ma che è pronta a contribuire in prima persona alla valorizzazione del proprio territorio e che oggi è pronta a lavorare insieme per costruirne il futuro. La scelta delle associazioni di avviare un percorso unitario rappresenta un segnale importante, che dimostra quanto questo progetto possa diventare patrimonio dell'intera comunità.
«L'Amministrazione – ha detto ancora - vuole accompagnare questo percorso con spirito di collaborazione, mettendo a disposizione strumenti, relazioni e opportunità. Perché crediamo che i risultati migliori si ottengano quando istituzioni, cittadini, associazioni e imprese lavorano nella stessa direzione. La proposta di oggi non esaurisce il nostro impegno verso il territorio di Donnici, ma rappresenta l'inizio di un nuovo percorso. Nei prossimi mesi intendiamo sviluppare iniziative capaci di valorizzare il patrimonio enogastronomico della città, rafforzare il legame tra Donnici e il centro urbano, promuovere eventi di qualità e consolidare il ruolo di Cosenza come destinazione capace di coniugare cultura, accoglienza, tradizioni e sviluppo economico».
Endorsment a favore della proposta di Branda sono poi arrivati dal consigliere Francesco Graziadio che ha accolto la proposta «per le nostre campagne e l’imprenditoria locale», e dalla consigliera Bianca Rende che ha sottolineato come «questa proposta porta per la prima volta all’attenzione il tema dello sviluppo di Donnici e delle sue contrade che sono state un po' traditi». Per Bianca Rende «Donnici e le sue colline sono la vera zona residenziale di Cosenza, per l’esposizione e per tutta un’altra serie di qualità. E’ mancato, però, un investimento edilizio dolce. Oggi Donnici è ancora abbandonata».
Rende ha ribadito di accogliere con favore l’adesione di Cosenza alla rete delle Città del Vino «perché – ha aggiunto - ho sempre ritenuto che la festa del vino fosse al di sotto delle sue potenzialità. Ora c’è l’opportunità di compiere un salto in avanti e di realizzare una prova di maturità, perché tutto questo può diventare veramente una leva per lo sviluppo di Cosenza. E con questo progetto – ha concluso – anche l’Auditorium delle Vigne potrà avere la valorizzazione che merita perché adesso è solo un luogo abbandonato».
Apprezzamento per la proposta dell’Assessore Branda è stato espresso, inoltre, dal consigliere Mimmo Frammartino che ha riconosciuto che «da quando si è insediato, registro positivamente il cambiamento, con un assessorato che programma». Totale condivisione del progetto è arrivata anche dalla minoranza, in particolare dal consigliere Giuseppe d’Ippolito. «Questa idea- ha detto - ha un senso ed è utile. C’è un evidente cambio di passo. Non so se l’Assessore riuscirà a colmare i ritardi precedenti». E ha preannunciato il suo voto favorevole. La proposta dell’Assessore Branda è stata poi approvata all’unanimità.