Cosenza, il progetto Scuola-Lavoro sulla storia locale entra nella fase conclusiva
Il 20 maggio doppio appuntamento con gli studenti del Da Vinci-Nitti e del liceo Scorza: al centro identità, cultura e memoria del territorio cosentino
Il progetto di formazione Scuola-Lavoro sulla storia del territorio di Cosenza entra nella sua fase conclusiva e si prepara a mostrare i primi risultati di un percorso che ha coinvolto diversi istituti scolastici cittadini con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza del patrimonio storico e culturale locale. Promossa dall’Amministrazione comunale, l’iniziativa punta a costruire un legame più forte tra le nuove generazioni e l’identità del territorio cosentino, attraverso moduli di ricerca dedicati a tradizioni, letteratura, personaggi, enogastronomia, teatro, cinema e toponomastica.
La giornata chiave sarà quella del 20 maggio, quando sono in programma due distinte manifestazioni che segneranno la conclusione di alcuni dei moduli nei quali il progetto si è articolato. Si tratta del primo momento pubblico di restituzione di un’esperienza che l’amministrazione intende proseguire anche negli anni a venire.
Il 20 maggio doppio appuntamento tra Cinema Italia-Tieri e liceo Scorza
Il primo evento si terrà alle 9.30 al Cinema Italia-Tieri, dove sarà ospitata la manifestazione conclusiva dei moduli che hanno visto protagonista l’Istituto professionale per i Servizi Sociali “Da Vinci-Nitti”. In quella sede saranno presentati i lavori dedicati a “Costume e tradizioni religiose del territorio cosentino”, “Enogastronomia del territorio cosentino” e “Teatro e Cinema del territorio cosentino”.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle 16.00, l’attenzione si sposterà nell’aula magna del liceo scientifico “G.B. Scorza”, dove si chiuderanno i tre moduli di ricerca sviluppati dagli studenti del liceo: “letteratura, poesia, anche in vernacolo, del territorio cosentino” e “città e suoi personaggi più rappresentativi, dalle origini fino ai nostri giorni”.
Due momenti distinti, ma uniti dallo stesso filo conduttore: riportare al centro della formazione scolastica la storia, la memoria e le espressioni culturali del territorio.
Un progetto per far conoscere la storia della città ai più giovani
Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, il progetto nasce per colmare un vuoto di conoscenza che spesso riguarda proprio le giovani generazioni. L’idea è che la scuola possa diventare il luogo in cui si riscopre il senso profondo dell’appartenenza a una città e a un territorio, attraverso un lavoro di ricerca che non si limiti ai manuali, ma si apra alla vita concreta della comunità.
Lo sottolinea il sindaco Franz Caruso, che legge l’iniziativa come uno strumento utile a valorizzare le radici di Cosenza. «Cosenza è una città dalla storia importante e dalle radici profonde che è stato indispensabile far conoscere e valorizzare», afferma il primo cittadino. «I risultati auspicati ed ai quali è pervenuto il progetto, credo vadano proprio in questa direzione».
Il sindaco insiste poi su un principio che attraversa tutto il senso dell’esperienza. «Sono convinto da sempre che non esiste futuro senza il passato», aggiunge Franz Caruso. E proprio per questo, secondo il sindaco, i moduli di ricerca sviluppati dalle scuole hanno avuto il merito di attraversare la storia di Cosenza nelle sue diverse espressioni, offrendo ai ragazzi strumenti utili per leggere anche il presente.
Dalla toponomastica alla cultura popolare
Uno dei passaggi più significativi richiamati dal sindaco riguarda la toponomastica cittadina, cioè il valore storico e simbolico dei nomi di strade e luoghi urbani. Franz Caruso osserva come, spesso, anche gli adulti si trovino davanti a nomi importanti senza conoscerne davvero il significato o la storia. A maggior ragione, questo accade tra i più giovani.
Per questo, il lavoro di ricerca delle scuole viene considerato anche come un modo per restituire contenuto a quei riferimenti quotidiani che altrimenti rischiano di restare muti. La storia della città, nei moduli del progetto, passa così non solo dai grandi eventi o dai personaggi più noti, ma anche dai segni diffusi della memoria urbana, dalle tradizioni religiose alla lingua, dalle eccellenze gastronomiche alla vita culturale del territorio.
Un progetto nato da una rete tra Comune, Unical e scuole
Il progetto si regge su una rete di collaborazione tra istituzioni, scuola e università. Alla manifestazione del mattino, al Cinema Italia-Tieri, parteciperanno tra gli altri il sindaco Franz Caruso, il consigliere delegato all’Istruzione Aldo Trecroci, il dirigente scolastico dell’Istituto di istruzione superiore “Da Vinci-Nitti” Damiano De Paola, la docente universitaria Maria Rosaria Salerno, coordinatrice tecnica del progetto e rappresentante del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Unical, che ha siglato con il Comune un protocollo d’intesa.
Saranno presenti anche gli esperti e tutor esterni Carlo Fanelli, don Salvatore Fuscaldo, Eugenio De Rose ed Emilio Iantorno, insieme ai tutor interni Patrizia Murano, Carmela Visalli Melina, Guerino Avolio e Tullio Cerzoso.
Alla manifestazione del pomeriggio, al liceo Scorza, prenderanno parte la dirigente scolastica Rosanna Rizzo, i tutor esperti esterni Maria Luigia Campolongo, Marilena Fera, Caterina Gammaldi, Alfonso Guzzo Foliaro e Sergio Chiatto, oltre ai tutor interni Alfonsa Arabia e Armando Rossi.
Trecroci: «È solo il primo risultato di un percorso da continuare»
A sottolineare che quella del 20 maggio rappresenta solo una tappa iniziale è il consigliere delegato all’Istruzione Aldo Trecroci, indicato come ispiratore dell’intero progetto. «Quello che illustreremo il 20 maggio è un primo risultato di un’esperienza che si intende proseguire negli anni a venire, per completare il lavoro svolto dalle scuole», spiega.
Trecroci richiama anche l’ampiezza dell’impianto culturale costruito attorno al progetto, articolato in 13 moduli di ricerca pensati per offrire una visione ampia e integrata dell’identità culturale del territorio cosentino. Un lavoro che, sottolinea, è stato reso possibile anche grazie alla collaborazione della Fondazione “Attilio ed Elena Giuliani” e della casa editrice Luigi Pellegrini, rappresentate da Walter Pellegrini, oltre al contributo degli esperti esterni e dei tutor interni che hanno accompagnato i singoli moduli.
Un percorso che continuerà anche dopo maggio
La manifestazione del 20 maggio non chiuderà del tutto il progetto. Entro la fine del mese sono infatti previsti altri incontri conclusivi con il Polo Brutium, il liceo classico Telesio e il liceo scientifico paritario “R. Misasi”, dedicati agli altri otto moduli di ricerca sviluppati nelle scuole della città.