«Dottorandi dell’Unical senza retribuzione e tutele, intervenga il rettore Greco»
È quanto fa sapere l’Unione sindacale di base: «Centinaia di lavoratrici e lavoratori della ricerca costretti a fare i salti mortali per arrivare a fine mese»
«L’università italiana si appresta a vivere, con la fine dei progetti finanziati dal PNRR e l’assenza di nuovi investimenti da parte del Governo, una nuova fase di crisi e di espulsione dal sistema accademico di migliaia di persone: dottorandi e dottorande al termine del percorso senza sbocchi, borsisti, assegnisti. Uomini e donne senza cui sarebbe impossibile portare avanti l’attività di ricerca e su cui, di fatto, si reggono i dipartimenti.
Le recenti riforme intervengono sulla struttura del pre-ruolo ma, come ogni governo prima di questo, ripropongono la stessa ricetta, grandi annunci, cambi di nome alle figure professionali, zero investimenti pubblici. Non un euro in più per la ricerca. Solo fiumi di promesse e parole, con la connivenza della CRUI, composta da persone che nella loro vita non hanno vissuto neanche un giorno di precarietà e che evidentemente non immaginano cosa significhi fare ricerca con un orizzonte contrattuale che non supera i due anni e con l’incertezza più assoluta sul futuro. In questo contesto, l’Università della Calabria vive difficoltà ulteriori in quanto ateneo del Sud e di dimensioni non grandi.
Per questi motivi crediamo che il Rettore Greco debba porre con forza la questione Unical di fronte alla sfida della chiusura dei bandi PNRR, che termineranno progressivamente da qui alla primavera di questo anno, essere chiaro sulle prospettive e coinvolgere nella discussione tutte le componenti dell’Ateneo. Come se non bastasse il taglio di risorse strutturali, i dottorandi e le dottorande Unical stanno vivendo nuovamente settimane di forte preoccupazione tra ritardi nel pagamento degli stipendi e, ancora peggio, nessun accredito della maggiorazione per chi è impegnato nella ricerca all’estero. Inoltre, dottorandi del primo anno, immatricolati il 1° novembre, non hanno ancora ricevuto il primo stipendio.
Una situazione incresciosa e umiliante che si ripete da anni. Non solo una retribuzione minima, ma anche totale assenza di certezze. Non ci si può nascondere dietro cavilli burocratici, è una questione di volontà politica. Ogni problema è superabile se la governance lo vuole, ma per i dottorandi Unical sembra che si debba espiare chissà quale pena. Dovrebbero rappresentare la fucina dell’università del futuro e invece sono costretti a fare i salti mortali per pagare la spesa e l'affitto, per sopravvivere.
È doveroso che il Rettore Greco intervenga al più presto, che il suo mandato segni la differenza nelle garanzie offerte a iscritti e iscritte ai corsi di dottorato. Il successo o il fallimento di un’amministrazione si misura su queste scelte. Non esistono scuse né scaricabarile tra uffici che tengano. Centinaia di dottorandi e dottorande Unical chiedono semplicemente di essere trattati come ciò che sono: lavoratori e lavoratrici della ricerca».