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10/09/2026 ore 06.30
Economia e Lavoro

Da Cosenza al mondo, l’export bruzio continua a salire anche nel 2026

I dati SACE relativi al primo trimestre mostrano un ulteriore incremento rispetto agli anni precedenti: numeri sempre più in alto per il territorio bruzio, che raccoglie quasi 44 milioni di euro comprendendo tutti i campi di esportazione. E l’agroalimentare vola

di Francesco La Luna

Cosenza supera l’Oceano. Nonostante gli ormai arcinoti Dazi imposti dal presidente USA Donald Trump, l’export della provincia bruzia non accenna ad arrestarsi. Anzi: i dati prodotti da SACE, la Export Credit Agency dello Stato, sul primo trimestre del 2026 sono ottimi e fanno segnare un ulteriore segno più, l’ennesimo degli ultimi anni, superiore fra l’altro rispetto a tutti gli altri.

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Soltanto nel 2023, con un clamoroso +35%, si era fatto meglio, ma si usciva dal Covid e i tempi erano decisamente più complessi. Adesso, nonostante le problematiche degli ultimi tempi, la provincia di Cosenza continua a crescere: dai 40,35 milioni del primo trimestre 2025 si è arrivati ai quasi 44 del periodo gennaio-marzo 2026. Ed è in particolare uno il settore che fa la voce grossa, volando con quasi il 50% del totale. 

L’agroalimentare traina l’export della provincia di Cosenza

Con grande stupore di nessuno, infatti, il settore agroalimentare è il principale vettore economico per l’export della provincia di Cosenza. Nella fascia “alimentari e bevande”, infatti, SACE segna un indotto da 19,67 milioni di euro, secondo soltanto a quello del 2024 e superiore del 4,63% rispetto a quello del 2025. Un risultato ottimo che viene confermato anche nel comparto prodotti agricoli, con ben 7,7 milioni di euro. Questa è però, al netto degli ottimi numeri, una nota assai dolente: si tratta infatti di un minus del 26,4%, la cifra più bassa dal 2022 e la prima in discesa negli ultimi cinque anni. Nei primi tre mesi dello scorso anno, infatti, l’indotto aveva fatto registrare una storica doppia cifra, pari a 10,47 milioni di euro. 

Record assoluto, invece, per il reparto tessile e abbigliamento, 650mila euro che rappresentano un primato storico. Boom per la voce “altri settori esportativi”, con quasi 5 milioni di euro e un aumento del 145,55%, secondo però al 296% fatto segnare dagli apparecchi elettrici. Molto bene anche i prodotti chimici, con 1 milione e 230mila euro di indotto e una crescita del 38,78%. L’export della provincia di Cosenza, insomma, è in salute e continua a viaggiare: con un agroalimentare sempre più forte e che non si spaventa dei Dazi trumpiani.