Fondi Ue Calabria, Cisl chiede accelerazione della spesa e qualità degli interventi
Lavia: «Programma da 2,9 miliardi, ma serve uno sforzo straordinario. Stop alla frammentazione delle risorse»
La Calabria deve accelerare la spesa dei fondi europei e puntare sulla qualità degli interventi, evitando la frammentazione delle risorse. È la posizione espressa dalla Cisl Calabria al termine della riunione del Comitato di Sorveglianza sul PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027.
Il programma vale complessivamente 2,9 miliardi di euro, di cui 2,3 miliardi di quota FESR e la restante parte FSE. Per il sindacato, però, i dati sulla spesa certificata impongono un cambio di passo immediato.
Lavia: «Non c’è tempo da perdere»
«La Regione Calabria è chiamata a un impegno straordinario per la messa a terra e la rendicontazione degli interventi del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027», afferma il segretario generale della Cisl Calabria, Giuseppe Lavia.
Secondo il sindacato, i numeri emersi durante la riunione fotografano una sfida complessa. Al 10 giugno la spesa certificata si attesta a 492 milioni di euro.
«Siamo fermi al 18 per cento, un dato purtroppo inferiore alla media nazionale», evidenzia Lavia. «Entro il 31 dicembre 2026 dovremo certificare ulteriori 273 milioni di euro per raggiungere gli obiettivi. Le misure di accelerazione previste devono quindi trovare un’attuazione immediata e tempestiva».
«Stop alla frammentazione delle risorse»
Per la Cisl Calabria, la strada da seguire è quella della concretezza e della concentrazione degli investimenti su poche priorità strategiche.
«Evitare di parcellizzare le risorse in mille rivoli deve essere un obiettivo strategico imprescindibile», sostiene Lavia.
Il sindacato valuta positivamente la revisione di medio termine, che ha destinato risorse aggiuntive alla resilienza idrica, al social housing e alla protezione civile.
«Abbiamo condiviso e riteniamo giusta la scelta della revisione di medio termine, che ha destinato risorse aggiuntive alla resilienza idrica, pari a 146 milioni, al social housing e alla protezione civile», afferma il segretario generale. «Una scelta corretta per concentrare i fondi sulle infrastrutture di base, perché senza basi solide non si costruiscono altezze».
Viabilità nelle aree interne e contrasto allo spopolamento
Tra i temi posti dalla Cisl c’è anche quello dell’accessibilità delle aree interne, considerata una priorità per contrastare lo spopolamento e garantire pari opportunità ai territori più fragili.
Lavia riferisce di un segnale di apertura da parte della Regione sulla possibilità di finanziare, attraverso canali alternativi, una misura specifica per la viabilità di accesso alle aree interne.
«Questo pacchetto era stato definanziato nell’ultima revisione per assenza di impegni giuridicamente vincolanti, ma per noi resta una priorità assoluta per il territorio», sottolinea.
«Rifinanziare Impresa Sicura»
La Cisl chiede inoltre di rafforzare alcune misure considerate decisive per il biennio 2026-2027. Tra queste figura il rifinanziamento di “Impresa Sicura”.
«Le domande presentate dalle aziende superano di gran lunga le risorse attualmente stanziate», afferma Lavia. «È fondamentale iniettare nuova linfa finanziaria per sostenere l’importante obiettivo di rafforzare la formazione sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro».
Il sindacato insiste anche sulla necessità di rilanciare le aree industriali calabresi.
Secondo Lavia, «serve un’ulteriore spinta e nuove revisioni del programma che si concentrino su poche priorità strategiche, a partire dal rilancio generale delle nostre aree produttive».
Premialità per i giovani nei nuovi bandi
Un altro punto indicato dalla Cisl riguarda le nuove generazioni. Il sindacato chiede che nei prossimi bandi siano previsti criteri di premialità specifici per i giovani.
L’obiettivo è costruire opportunità reali in Calabria e contribuire ad arginare la fuga dei giovani dalla regione.
Per Lavia, la programmazione dei fondi europei deve essere valutata non solo in base alla capacità di spendere, ma soprattutto in base alla capacità di produrre effetti concreti sul lavoro, sulle imprese e sull’inclusione sociale.
«Il successo non si misura solo sulla quantità della spesa»
«Per la Cisl – conclude il segretario generale – la valutazione del successo di questo ciclo di programmazione non potrà basarsi solo sulla quantità della spesa o sulla corsa al target numerico, ma sulla sua qualità».