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05/05/2026 ore 20.09
Economia e Lavoro

Dopo di Noi, Straface stringe i tempi: «Entro il 31 maggio gli Ambiti devono rendicontare»

L’assessore regionale al Welfare convoca gli Ats per sbloccare quasi 3 milioni di euro fermi: «Ogni risorsa deve tradursi in servizi per le persone con disabilità grave»

di Redazione
L'assessore regionale Pasqualina Straface

La Regione Calabria prova a chiudere una delle partite più delicate sul fronte del welfare territoriale: quella delle risorse del Fondo Dopo di Noi relative alle annualità 2016, 2017 e 2018, rimaste in parte inutilizzate e ora da trasformare rapidamente in servizi concreti. A imprimere l’accelerazione è stata l’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface, che ha convocato alla Cittadella di Catanzaro gli Ambiti territoriali sociali con un messaggio netto: entro il 31 maggio bisogna chiudere rendicontazioni e procedure, perché ogni euro fermo deve diventare un intervento.

L’incontro, ospitato nella sala verde della Regione, si è svolto alla presenza anche della dirigente del settore 4 del Dipartimento Welfare, Maria Gabriella Rizzo, e ha avuto un obiettivo dichiarato fin dall’inizio. «Abbiamo convocato questa riunione con un obiettivo chiaro: chiudere definitivamente la questione delle risorse del Fondo Dopo di Noi per le annualità 2016, 2017 e 2018. Ogni euro fermo deve diventare un intervento. Ogni intervento deve diventare una risposta concreta per le persone con disabilità grave e per le loro famiglie», ha detto Straface.

Quasi 3 milioni di euro da trasformare in servizi

Il punto politico e amministrativo della riunione è tutto qui: impedire che somme già assegnate alla Calabria restino bloccate o, peggio, vengano restituite. Le risorse in questione devono servire a finanziare progetti di vita, autonomia, domiciliarità, inclusione, percorsi di deistituzionalizzazione, soluzioni abitative leggere, tecnologie assistive e servizi reali per le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare.

Dalla ricognizione effettuata dalla Regione è emerso però un quadro fortemente disomogeneo. Alcuni Ambiti hanno programmato, speso e rendicontato correttamente entro il 31 dicembre 2025. Altri presentano residui limitati. Altri ancora, invece, si trovano con economie consistenti o con procedure sostanzialmente mai partite.

Tra le situazioni ritenute più critiche figurano Reggio Calabria, con quasi 500 mila euro ancora non rendicontati, Catanzaro con oltre 400 mila euro, Corigliano-Rossano con più di 200 mila euro, oltre ad altri territori che presentano somme ferme superiori ai 100 mila euro.

«Risorse ferme a rischio restituzione»

È proprio da questa fotografia che Straface ha fatto discendere l’urgenza dell’intervento. «Il risultato è semplice: risorse ferme a rischio restituzione. E questo non è accettabile, perché dietro quelle risorse ci sono persone e famiglie», ha spiegato l’assessore.

Il rischio, secondo la Regione, era quello di perdere quasi 3 milioni di euro. Per evitarlo, la stessa Straface ha aperto un’interlocuzione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel tentativo di impedire che le somme già attribuite alla Calabria uscissero dal sistema regionale di welfare per essere redistribuite altrove.

Dal confronto con il Ministero, ha riferito l’assessore, è emersa la richiesta di un impiego tempestivo delle risorse, finalizzato all’attuazione concreta dei livelli essenziali delle prestazioni sociali. «Questo significa una cosa sola: abbiamo la possibilità concreta di recuperare tutto e trasformarlo in servizi. E la piena utilizzazione di queste somme è anche condizione per sbloccare le ulteriori annualità future», ha sottolineato Straface.

La delibera regionale e la stretta sugli Ats

A seguito del riscontro ministeriale, la Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, ha approvato la deliberazione n. 201/2026, che definisce gli indirizzi programmatici per l’attuazione del Fondo e fissa un principio considerato fondamentale dalla Regione: le risorse devono essere immediatamente attivate e finalizzate ai progetti individuali.

In attuazione di quella delibera, il Dipartimento Welfare ha notificato una nota a un ampio elenco di Ats: Amantea, Catanzaro, Castrovillari, Caulonia, Corigliano-Rossano, Cosenza, Crotone, Montalto Uffugo, Polistena, Praia a Mare, Reggio Calabria, Rende, Rogliano, San Giovanni in Fiore, Soverato, Soveria Mannelli, Spilinga, Taurianova, Trebisacce, Vibo Valentia e Villa San Giovanni.

A questi Ambiti viene chiesto di sbloccare le procedure di liquidazione entro dieci giorni. La data spartiacque indicata dalla Regione è il 31 maggio: entro quella scadenza si procederà alla conclusione dell’iter, con l’approvazione delle relazioni arrivate oppure, in caso di mancato adempimento e di persistente inerzia, con l’attivazione dei poteri sostitutivi e la nomina di commissari ad acta.

«Non servono più analisi, servono atti, tempi e risultati»

Nel suo intervento, Straface ha insistito sulla responsabilità diretta degli Ambiti territoriali. «Le risorse sono negli Ambiti e la responsabilità dell’attuazione è negli Ambiti», ha chiarito. Da qui la richiesta di una programmazione esecutiva puntuale, che contenga lo stato aggiornato delle somme, l’elenco degli interventi attivabili, le istanze ammissibili, i tempi di liquidazione e un cronoprogramma operativo dettagliato.

È il passaggio più netto della linea impressa dalla Regione: «Non servono più analisi. Servono atti, tempi e risultati», ha detto l’assessore, segnalando di fatto la fine di ogni fase interlocutoria e l’avvio di una stagione di verifica stringente sugli adempimenti.

Il Dipartimento regionale, ha assicurato Straface, garantirà il massimo supporto tecnico e operativo per consentire il completamento di tutte le procedure utili nei tempi fissati.

Il possibile commissariamento: «Non è una punizione, ma una garanzia»

L’assessore ha annunciato che tornerà presto al Ministero per illustrare le rendicontazioni che arriveranno dagli Ats e documentare il lavoro in corso in Calabria per recuperare le somme ferme e trasformarle in servizi. Allo stesso tempo, ha chiarito che sul piano delle responsabilità territoriali non ci saranno passi indietro.

«Il commissariamento non è una misura punitiva. È una garanzia. Il nostro obiettivo non è commissariare, ma garantire che ogni euro arrivi alle persone», ha affermato. Una formula con cui Straface prova a spostare il senso dell’eventuale intervento sostitutivo dal piano della sanzione a quello dell’effettiva tutela dei destinatari finali delle risorse.

Il Dopo di Noi dentro la riforma del welfare regionale

Nella parte finale del suo intervento, l’assessore ha collegato la questione del Fondo Dopo di Noi a una riflessione più ampia sulla programmazione sociale regionale. Nei prossimi giorni, ha annunciato, la Regione lavorerà anche sul Piano sociale, superando una logica di distribuzione fondata solo sulla quota capitaria.

Per Straface, occorre partire dal fabbisogno reale dei territori, in una Calabria che conta oltre 120 mila famiglie in povertà, 48 mila nuclei percettori dell’assegno di inclusione e un tema disabilità che, a suo giudizio, deve essere mappato in modo più preciso. «Le fragilità devono avere una corsia preferenziale», ha concluso.