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06/10/2026 ore 07.00
Economia e Lavoro

Galleria Santomarco, 46 giorni di chiusura sotto Natale: «I calabresi meritano spiegazioni»

L’ex direttore generale di Ferrovie della Calabria contesta il periodo scelto e sollecita dettagli sui lavori e sui servizi sostitutivi

di Giuseppe Lo Feudo*

Lascia stupiti la scarsa considerazione che RFI sembra riservare ai cittadini calabresi nel comunicare una decisione destinata ad avere conseguenze pesantissime sulla mobilità di una parte rilevante della regione.

La chiusura della linea ferroviaria Paola–Castiglione Cosentino dal 13 dicembre 2026 al 27 gennaio 2027 viene infatti condensata, nelle informazioni rese pubbliche sul sito ufficiale , in poche parole: «interruzione di linea per interventi di manutenzione straordinaria nella galleria Santomarco».

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Un solo rigo per annunciare 46 giorni di interruzione di una delle infrastrutture ferroviarie strategiche della Calabria.

Non stiamo parlando di una linea secondaria né di un problema che riguarda soltanto la città di Cosenza. La Santomarco rappresenta il fondamentale collegamento ferroviario tra Cosenza, Rende e l’intera area urbana, la linea tirrenica e quindi la rete ferroviaria nazionale. Ma attraverso il nodo di Castiglione Cosentino e le direttrici interne interessa direttamente anche un territorio molto più vasto: l’Alto Ionio cosentino, l’area di Castrovillari e il comprensorio di Corigliano-Rossano.

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Parliamo dunque di una decisione destinata a incidere sulla mobilità di una parte consistente della provincia di Cosenza e sui collegamenti di interi territori con la direttrice tirrenica e con i servizi ferroviari nazionali.

E c’è un elemento che rende questa scelta ancora più difficile da comprendere: il periodo prescelto.

L’interruzione comprende Natale, Capodanno e l’Epifania, cioè proprio le settimane nelle quali aumentano in maniera considerevole gli spostamenti da e verso la Calabria per il rientro di studenti, lavoratori e famiglie.

Non siamo, almeno sulla base di quanto comunicato, davanti a un’emergenza improvvisa. RFI parla di interventi di «manutenzione straordinaria» programmati.

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È quindi inevitabile una domanda: perché lavori programmabili vengono concentrati proprio nel periodo di massimo afflusso dei viaggiatori?

Era davvero impossibile anticiparli o posticiparli? Sono state valutate modalità di esecuzione differenti, articolazioni per fasi, lavorazioni notturne o altre soluzioni capaci di limitare la durata dell’interruzione totale?

Ma c’è una questione ancora più importante sulla quale RFI deve fornire risposte precise.

Di quali lavori si tratta?

Una formula generica come «manutenzione straordinaria» non è sufficiente a spiegare una chiusura integrale della linea per 46 giorni.

RFI dovrebbe rendere pubblica la natura degli interventi, spiegare perché richiedano un periodo così lungo di completa interruzione della circolazione e chiarire per quali ragioni non possano essere realizzati con modalità meno penalizzanti.

E inevitabilmente si pone un’altra domanda: qual è lo stato attuale della galleria Santomarco sotto il profilo della sicurezza?

Non si tratta di alimentare allarmismi. È esattamente il contrario.

Se gli interventi sono programmati da tempo e la galleria può continuare regolarmente a essere utilizzata fino al 12 dicembre, occorre spiegare perché non possano essere programmati in un periodo diverso. Se invece esistono ragioni tecniche tali da rendere indispensabile un’interruzione totale di 46 giorni, allora è altrettanto doveroso spiegare quali siano queste ragioni e in quali condizioni venga garantita fino ad allora la piena sicurezza dell’esercizio ferroviario.

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Va inoltre eliminato un possibile equivoco: questi interventi sulla galleria esistente non hanno nulla a che vedere con la realizzazione della nuova galleria Santomarco, che costituisce un’opera distinta. Confondere i due interventi rischierebbe soltanto di rendere ancora meno comprensibile una vicenda sulla quale, invece, occorre la massima trasparenza.

Una decisione di questa portata non può comunque riguardare soltanto RFI.

È necessario a questo punto chiedere se e quando la Regione Calabria sia stata informata della prevista interruzione, se abbia partecipato a un confronto sulla scelta del periodo e se abbia rappresentato a RFI le conseguenze che una chiusura durante le festività natalizie determinerà sulla mobilità regionale.

Se la Regione era stata preventivamente informata, dovrebbe spiegare quindi perché abbia ritenuto accettabile questa programmazione. Se invece non lo era, sarebbe altrettanto grave che una decisione capace di incidere per un mese e mezzo sulla mobilità di una parte così vasta della Calabria sia stata assunta senza un adeguato confronto istituzionale.

E soprattutto occorrerebbe conoscere subito quale piano straordinario di mobilità sostitutiva sarà predisposto: non soltanto autobus tra Paola e Cosenza, ma un’organizzazione capace di tenere conto dell’intero bacino interessato, delle coincidenze con Frecce e Intercity e delle esigenze dell’area urbana Cosenza-Rende, dell’Alto Ionio, di Castrovillari e di Corigliano-Rossano.

RFI non può liquidare in un rigo una decisione di tale portata e la Regione Calabria non può limitarsi a prenderne atto con subalternità.

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I calabresi non sono semplicemente destinatari di decisioni assunte altrove.

Hanno diritto di sapere quali lavori saranno effettuati, perché siano necessari 46 giorni, perché sia stato scelto proprio il periodo di maggiore mobilità dell’anno, quale sia lo stato della galleria e quali misure saranno adottate per evitare che il costo di questa scelta ricada interamente sui viaggiatori.

Sono domande semplici, alle quali RFI e Regione Calabria dovrebbero dare risposte altrettanto semplici e trasparenti.