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05/04/2026 ore 20.00
Economia e Lavoro

Il presidente nazionale dei commercialisti a Cosenza: «Noi protagonisti delle riforme strutturali del Paese» | VIDEO

Iniziativa con Elbano De Nuccio e con i dirigenti della categoria di Calabria e Basilicata: «Con le nostre competenze siamo anello di congiunzione tra il sistema economico delle imprese ed il sistema pubblico italiano»

di Salvatore Bruno

L’evoluzione della figura del commercialista è stata al centro di un incontro promosso a Cosenza con la partecipazione del presidente nazionale del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Elbano De Nuccio. Ospitato nei saloni dell’Italiana Hotel, l’iniziativa ha coinvolto i dirigenti della categoria di Calabria e Basilicata con gli interventi tra gli altri di Antonio Repaci ed Eustachio Quintano, oltre ai Presidenti ed ai Consiglieri degli Ordini territoriali delle due regioni.

Strategici per le imprese

De Nuccio ha tracciato un bilancio del proprio mandato quadriennale che volge al termine. «La professione è cambiata in maniera radicale – ha detto al nostro network – Siamo passati da una figura del commercialista vista in un'accezione generale come un professionista volto agli adempimenti, ad un vero e proprio consulente strategico di impresa. In questi quattro anni abbiamo lavorato in maniera incessante per riposizionare la figura del commercialista all'interno del sistema istituzione del Paese. Ci siamo riusciti, lo possiamo dire con grande orgoglio. Siamo stati protagonisti di due riforme strutturali; la riforma fiscale e la riforma del codice delle crisi di impresa, risultando così determinanti ed utili al sistema economico italiano, non a parole ma nei fatti». Secondo De Nuccio, questa trasformazione consolida il ruolo del commercialista come «anello di congiunzione tra il sistema economico e il sistema pubblico di questo Paese. Questo elemento è stato colto in maniera chiara e incontrovertibile da parte del Governo nella convinzione che le norme vadano scritte con chi le applica, senza disperdere un altro ruolo fondamentale, quello di interpreti dei bisogni, delle esigenze e del sistema economico nazionale».

Il contributo al codice della crisi

Il presidente ha parlato anche della necessità di rinnovare l’appeal della professione verso i giovani: «C'è un calo demografico e, insieme, una difficoltà nel raccogliere nuove leve all'interno della categoria anche se la nostra è una professione molto più resiliente rispetto ad altre sempre di carattere giuridico-economico. Ma stiamo lavorando per incrementare l’attrattività della nostra professione». L’Italia sta attraversando una particolare congiuntura, soprattutto il Sud sta soffrendo. Quale può essere il ruolo dei commercialisti nella gestione della crisi d'impresa? «Il nostro ruolo è centrale e stabilito proprio dalle norme del nuovo codice della crisi su cui ho lavorato personalmente in Commissione Tecnica Ministeriale. Oggi noi siamo al fianco dell'imprenditore nella gestione della prevenzione della crisi, nell'applicazione dei cosiddetti sistemi di allerta, quindi per garantire la continuità del soggetto aziendale. Ma siamo altresì al fianco del legislatore nella formulazione di un codice della crisi meno punitivo e da orientare sempre più verso l’alveo della prevenzione».