Lidi a ridosso dei binari nel Tirreno cosentino: esposto a RFI, partono verifiche e possibili demolizioni
Segnalate 26 strutture tra Paola e Scalea potenzialmente fuori norma: nel mirino la distanza di sicurezza dalla linea ferroviaria. RFI avvia i controlli
Lidi, pedane e cabine a ridosso dei binari ferroviari: lungo la fascia tirrenica cosentina scattano verifiche dopo un esposto che segnala possibili violazioni delle norme di sicurezza.
A presentarlo è l’associazione Legalità Democratica, che ha individuato 26 casi tra Paola e Scalea. Secondo quanto denunciato, diverse strutture balneari sarebbero state realizzate senza rispettare la distanza minima prevista dalla legge rispetto alla linea ferroviaria.
Il riferimento normativo è chiaro: l’articolo 49 del D.P.R. 753 del 1980 vieta costruzioni entro i 30 metri dai binari. Una misura pensata per garantire la sicurezza della circolazione dei treni e l’incolumità pubblica.
Proprio questo aspetto è al centro dell’esposto inviato a Rete Ferroviaria Italiana, che segnala potenziali rischi legati alla presenza di strutture troppo vicine alla sede ferroviaria. Nel documento si chiede l’avvio immediato di sopralluoghi tecnici e, in caso di irregolarità, l’adozione di provvedimenti fino alla rimozione delle opere.
Una prima risposta è già arrivata. L’ingegnere Giuseppe Marta, direttore della Direzione Operativa Infrastrutture Territoriale di Reggio Calabria per RFI, ha confermato l’apertura delle verifiche. Gli accertamenti sono in corso e riguarderanno sia la regolarità delle strutture sia il rispetto delle norme sulla sicurezza ferroviaria.
Se le violazioni dovessero essere confermate, non si escludono conseguenze rilevanti. Oltre alle eventuali demolizioni, potrebbero scattare anche provvedimenti di natura legale.
A rilanciare la necessità di un intervento rapido è il presidente dell’associazione, l’avvocato Maximiliano Granata, che sottolinea come la questione non riguardi solo l’abusivismo, ma soprattutto la sicurezza.