Medico aggredito al Pronto soccorso dell’Annunziata, la Cisl chiede sicurezza e servizi migliori
Il sindacato sollecita presidi adeguati, una migliore organizzazione del lavoro e il potenziamento della sanità territoriale
La Cisl esprime solidarietà al medico aggredito nel Pronto soccorso dell’ospedale Annunziata di Cosenza e chiede interventi immediati per tutelare tutto il personale sanitario. Il sindacato collega il tema della sicurezza alla necessità di migliorare l’organizzazione dei servizi e potenziare l’assistenza territoriale.
La presa di posizione è firmata dalla UST Cisl di Cosenza, dalla Cisl Funzione Pubblica e dalla Cisl Medici Territoriali. La nota non ricostruisce la dinamica dell’aggressione né fornisce informazioni sulle condizioni del professionista coinvolto.
«Siamo vicini al medico aggredito e a tutti gli operatori che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con professionalità, responsabilità e spirito di servizio», dichiarano Michele Sapia, segretario generale della Cisl provinciale di Cosenza, Pierpaolo Lanciano, segretario generale Cisl FP Cosenza, e Gabriele Scolati, segretario generale Cisl Medici Cosenza.
«Medici, infermieri e personale sanitario sono un presidio fondamentale per la comunità e non è accettabile che possano essere aggrediti mentre garantiscono assistenza e cure», aggiungono i tre rappresentanti sindacali.
Più sicurezza nei luoghi di cura
La Cisl chiede il rafforzamento dei presidi di sicurezza all’interno delle strutture sanitarie e una migliore organizzazione del lavoro. Secondo il sindacato, la tutela del personale non può però essere separata dalle condizioni nelle quali vengono erogate le prestazioni.
«Sicurezza e qualità dei servizi devono procedere insieme», sottolineano Sapia, Lanciano e Scolati.
Il riferimento è alle difficoltà che interessano il sistema dell’emergenza-urgenza. «Sovraffollamento, tempi di attesa e difficoltà di accesso alle prestazioni aumentano la pressione sui cittadini e, di conseguenza, sugli operatori», affermano.
Le criticità organizzative, precisa la Cisl, non possono in alcun modo giustificare comportamenti violenti, ma devono essere affrontate per ridurre le situazioni di tensione e migliorare le condizioni di utenti e lavoratori.
La richiesta di potenziare la sanità territoriale
Per il sindacato, intervenire esclusivamente nei Pronto soccorso non sarebbe sufficiente. Occorre rafforzare anche la sanità territoriale e la medicina di prossimità, così da fornire risposte ai cittadini prima che i loro bisogni confluiscano nell’emergenza ospedaliera.
«È necessario potenziare i Pronto Soccorso e, allo stesso tempo, rafforzare la sanità territoriale e la medicina di prossimità, così da offrire risposte adeguate prima che i bisogni arrivino all’emergenza-urgenza», evidenziano i rappresentanti della Cisl.
La richiesta finale riguarda quindi un intervento congiunto su sicurezza, accessibilità e qualità dell’assistenza.
«Difendere chi lavora nella sanità significa anche garantire ai cittadini servizi più efficienti e accessibili. Migliorare l’organizzazione e le risposte del sistema sanitario significa ridurre disagi ed esasperazione e tutelare, insieme, operatori e utenti», concludono Sapia, Lanciano e Scolati.