Morti sul lavoro in Calabria, FenealUil: «Il Paese si deve fermare davanti a queste tragedie»
Dopo le ultime vittime nei cantieri calabresi, il sindacato lancia un duro appello a istituzioni e politica: «Non bastano più le parole, serve una svolta reale sulla sicurezza»
La Calabria continua a fare i conti con l’emergenza delle morti sul lavoro e il mondo sindacale torna ad alzare la voce dopo gli ultimi incidenti avvenuti nella regione. A intervenire è la FenealUil Calabria, che parla apertamente di «assenza di una reale presa di coscienza» da parte della politica e delle istituzioni.
A firmare la dura presa di posizione è il segretario generale Giacomo Maccarone, che richiama l’attenzione sulle tre morti sul lavoro registrate la scorsa settimana in Calabria e sul recente grave incidente che ha coinvolto un operaio precipitato dal tetto di un edificio.
«Dopo la solita liturgia del dolore nulla è cambiato – afferma Maccarone –. Continuare a morire mentre si lavora è un fatto inaccettabile che impone una riflessione seria e immediata».
Il sindacalista sottolinea il peso umano che si nasconde dietro ogni tragedia: famiglie distrutte, figli senza genitori, comunità segnate da lutti che troppo spesso vengono archiviati nel giro di pochi giorni.
Secondo la FenealUil, il problema non può più essere affrontato soltanto attraverso dichiarazioni di circostanza. «La politica appare distante da questo dramma – prosegue Maccarone – limitandosi troppo spesso a parole senza affrontare le cause profonde di queste tragedie».
Da qui la proposta forte lanciata dal sindacato: fermare simbolicamente il Paese davanti a ogni morte sul lavoro. «Bisogna avere il coraggio di sospendere le attività, il trasporto, chiudere enti e scuole – sostiene il segretario regionale – perché la vita umana viene prima del profitto, dei numeri e della produzione».
Nel documento vengono indicate anche le criticità che, secondo il sindacato, continuano ad alimentare gli incidenti nei cantieri e nei luoghi di lavoro: carenza di controlli, precarietà, scarsa formazione e mancato rispetto delle norme di sicurezza.
La richiesta è quella di un piano straordinario che preveda più ispettori, maggiori tutele per i lavoratori e sanzioni più dure nei confronti delle aziende che non garantiscono condizioni di sicurezza adeguate.
La FenealUil Calabria chiama infine in causa Governo, Regione, istituzioni e imprese, chiedendo «una stagione di responsabilità condivisa» affinché il tema della sicurezza sul lavoro smetta di essere affrontato soltanto dopo l’ennesima tragedia.