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10/10/2026 ore 10.06
Economia e Lavoro

«Non riusciamo più a campare»: Cosenza protesta contro il carovita | VIDEO

A tenere banco le sofferenze dei braccianti, dei piccoli produttori, dei dipendenti pubblici e dei lavoratori precari: l'impossibilità oggettiva di sostenere il costo dell'esistenza a fronte di salari bloccati da anni e profitti d'impresa e speculativi del tutto intatti

di Antonio Clausi

L'aumento incontrollato dei costi energetici e il peso insopportabile dei rincari della vita quotidiana stanno spingendo le classi popolari al punto di non ritorno. Nella centralissima piazza Europa, a Cosenza, l'Unione Sindacale di Base (USB) insieme al collettivo "La Base" e al Movimento Agricoltori Bruzi (MTA) ha promosso un presidio permanente partito dalle prime ore del pomeriggio per far sentire la voce di cittadini e lavoratori contro un sistema economico che continua a scaricare le contraddizioni del mercato sul collo dei soliti noti.

La mobilitazione di ieri ha anticipato la protesta odierna organizzata dagli imprenditori agricoli, rispetto alla quale le rivendicazioni sociali sono differenti. A tenere banco ieri le sofferenze dei braccianti, dei piccoli produttori, dei dipendenti pubblici e dei lavoratori precari: l'impossibilità oggettiva di sostenere il costo dell'esistenza a fronte di salari bloccati da anni e profitti d'impresa e speculativi del tutto intatti.

Il claim scandito dalla piazza non lascia spazio a interpretazioni burocratiche o compromessi al ribasso: "Ora basta non riusciamo più a campare". È il grido d'allarme e insieme l'atto d'accusa di un territorio stremato ma non rassegnato, che rifiuta di arrendersi alle dinamiche di impoverimento programmato. La protesta contro il carovite in generale e il carocarburante in particolare arriva anche a Cosezza. Una comunione di intenti che parte da lontano, dalle difficoltà per tutti di arrivare a fine mese per gli agricoltori di continuare il proprio lavoro.

Così Federico Giordanelli de "La Base": «Siamo in piazza oggi insieme agli agricoltori della zona di Cosenza per continueranno la mobilitazione contro il rincaro dei carburanti e contro il carovita più in generale». La piazza cosentina non è un episodio isolato, ma l'approdo strategico di un percorso di lotta che parte da lontano. Già nelle scorse settimane USB e la base avevano promosso un'iniziativa di piazza contro il carovita, adesso al sindacato e al collettivo si è giunto il movimento agricoltori bruzi MTA. Per loro come per chiunque lavori con il carburante la situazione è ormai a un passo dal baratro.

La stretta dei prezzi colpisce duramente le filiere produttive locali, distruggendo la piccola agricoltura a tutto vantaggio delle grandi catene della distribuzione organizzata. Marco Cristofaro del Movimento agricoltori bruzi Mta ha spiegato: «Siamo qua in piazza a manifestare contro il caro carburante, contro le spese che ormai non riusciamo più a sostenere perché i costi di produzione sono elevatissimi e i prodotti ci vengono pagati ogni giorno di meno, non riusciamo più le aziende agricole ad avere un futuro».

Di fronte alla devastazione del tessuto socio-economico locale, Cosenza torna a essere quindi il centro della protesta e il messaggio che manda la piazza è molto chiaro. I blocchi salariali e l'assenza di politiche redistributive coraggiose da parte dell'esecutivo hanno trasformato la crisi in una condizione strutturale.

La voce degli attivisti ribadisce l'urgenza di risposte immediate e strutturali: «I costi sono sempre più alti è tutto diciamo sempre meno sostenibile quindi questa è una piazza che vuole, come dire, iniziare oggi per continuare la mobilitazione sicuramente nei prossimi giorni qua a piazza Europa – ha detto chi ha scelto di scendere in piazza -. Quella che sta crescendo non è la protesta di una singola categoria, ma una mobilitazione che coinvolge agricoltori, lavoratori, commercianti e famiglie, accomunati dalla stessa condizione: un costo della vita che aumenta mentre redditi e salari non riescono più a garantire una vita dignitosa».

Poi ancora: «A pagare il prezzo più pesante sono anche le attività produttive, a partire dall'agricoltura, dove l'aumento dei carburanti e dei costi di produzione rende sempre più difficile continuare a lavorare. È una situazione che non riguarda soltanto chi produce, ma si riflette sull'intera collettività. Di fronte a tutto questo, il governo nazionale e quello regionale continuano a non ascoltare le richieste di chi sta subendo gli effetti di questa crisi. Per questo la mobilitazione deve continuare e allargarsi, coinvolgendo tutti coloro che non accettano di essere costretti a pagare il costo di scelte politiche ed economiche che non hanno deciso».

Il quadro politico che emerge da questa giornata evidenzia il totale distacco delle istituzioni centrali e regionali rispetto alle necessità materiali della popolazione. La gestione politica attuale continua a penalizzare i ceti subalterni, lasciando campo libero alle speculazioni finanziarie e dei colossi energetici sui prezzi dei beni primari. A dare supporto materiale e politico alle ragioni della piazza, inserendo le rivendicazioni territoriali all'interno di un quadro politico progressista e di opposizione sociale, in piazza con i manifestanti anche gli europarlamentari Pasquale Tridico (Left - M5S) e Sandro Ruotolo (Partito Democratico) e la parlamentare del M5S Anna Laura Orrico oltre alle rappresentanze di tutti i partiti del cosiddetto campo largo progressista. Di seguito il servizio andato in onda al nostro telegiornale