Sezioni
06/04/2026 ore 06.15
Economia e Lavoro

Opec+ alza le quote da maggio, ma Hormuz bloccato tiene il petrolio sotto pressione

Accordo di principio tra i principali produttori per aumentare la produzione di 206 mila barili al giorno. La chiusura dello stretto di Hormuz e i danni alle infrastrutture frenano però l’effetto reale sul mercato

di Redazione

L’Opec+ prova a dare un segnale ai mercati, ma il contesto resta dominato dalla crisi geopolitica. I principali produttori riuniti in videoconferenza, tra cui Arabia Saudita e Russia, hanno raggiunto un accordo di principio per aumentare le quote di produzione di circa 206 mila barili al giorno a partire da maggio 2026. Si tratta però di una mossa che, allo stato attuale, appare soprattutto simbolica, perché la guerra che coinvolge l’Iran e il blocco dello stretto di Hormuz continuano a comprimere l’offerta reale di greggio.

La decisione è maturata in un quadro di forte tensione sui mercati energetici. Secondo Reuters, la chiusura di Hormuz da parte iraniana va avanti dalla fine di febbraio e limita pesantemente le esportazioni dei grandi produttori del Golfo, proprio mentre i prezzi del petrolio restano su livelli molto alti, vicini ai 120 dollari al barile.

Nel comunicato e nelle ricostruzioni riportate dopo il vertice, i partner dell’alleanza hanno avvertito che i danni subiti dalle infrastrutture energetiche nella regione rischiano di avere effetti prolungati. La riparazione degli impianti colpiti, hanno sottolineato, è costosa e richiede tempo, con il risultato di aumentare la volatilità del mercato e di lasciare aperto il rischio di ulteriori problemi per l’approvvigionamento globale anche nei prossimi mesi.

Il rialzo deciso dall’Opec+ si inserisce nel percorso già avviato a marzo, quando l’organizzazione aveva annunciato per aprile un primo aumento della stessa entità, sempre pari a 206 mila barili al giorno, nell’ambito del graduale allentamento dei tagli volontari