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28/08/2026 ore 07.11
Economia e Lavoro

Peste suina, contributi del 70% agli allevamenti calabresi: domande entro il 10 ottobre

Finanziabili recinzioni contro i cinghiali, strutture per la disinfezione e zone di quarantena. La spesa ammissibile arriva a 150mila euro, con un sostegno massimo teorico di 105mila euro

di Redazione

Un rimborso pari al 70% della spesa ammessa per rafforzare la biosicurezza negli allevamenti suinicoli e ridurre il rischio di diffusione della Peste suina africana. È quanto prevede l’avviso pubblicato dalla Regione Calabria, rivolto agli imprenditori agricoli e alle cooperative che allevano suini sul territorio regionale.

Le domande devono essere presentate entro il 10 ottobre 2026. Il bando è stato approvato con il decreto dirigenziale numero 14098 del 7 agosto 2026 del Dipartimento Agricoltura, Aree interne e Politiche di connessione territoriale. L’avviso e la relativa documentazione sono disponibili sul sito della Regione Calabria.

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«La prevenzione rappresenta la prima e più efficace forma di tutela del patrimonio zootecnico calabrese – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – per questo mettiamo a disposizione degli allevatori specifiche risorse per innalzare ulteriormente il livello di protezione contro la Peste suina africana».

Chi può richiedere il contributo

Il sostegno è destinato agli imprenditori agricoli singoli o associati e alle cooperative agricole di produzione che svolgono attività di allevamento di suini. Gli interventi devono essere realizzati esclusivamente in Calabria.

L’avviso stabilisce requisiti ulteriori. Il richiedente deve possedere la qualifica di imprenditore agricolo professionale oppure risultare iscritto alla gestione previdenziale agricola dell’Inps come coltivatore diretto o Iap. L’impresa deve inoltre essere iscritta alla Camera di commercio e all’Anagrafe del settore primario, avere un codice di allevamento rilasciato dall’Azienda sanitaria competente e svolgere un’attività di allevamento commerciale. Gli allevamenti familiari sono esclusi.

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Alla domanda deve essere allegato un progetto d’investimento corredato da una relazione tecnica firmata da un professionista abilitato in materie agronomiche.

Quanto può ottenere ogni allevamento

La spesa minima ammissibile è di 10mila euro. L’importo massimo varia in base alla consistenza media annuale dell’allevamento:

Poiché il sostegno copre il 70% della spesa ammessa, i contributi massimi teorici corrispondono rispettivamente a 49mila, 77mila e 105mila euro. I 150mila euro richiamati nell’avviso rappresentano quindi il valore massimo dell’investimento ammissibile e non la somma erogata dalla Regione.

La formulazione delle fasce contenuta nell’atto lascia tuttavia fuori, sul piano letterale, gli allevamenti con esattamente 101 o 501 capi. Su questo punto potrebbe rendersi necessario un chiarimento degli uffici regionali.

Recinzioni, disinfezione e zone di quarantena

Tra gli investimenti finanziabili rientrano la costruzione o la ristrutturazione di punti per il cambio degli abiti e per il lavaggio e la disinfezione di mani e calzature. Sono comprese anche le attrezzature per pulire e disinfettare locali, edifici e dotazioni zootecniche.

Il bando ammette inoltre sistemi automatizzati per la disinfezione dei mezzi, protezioni contro insetti e zecche e recinzioni fisse capaci di impedire l’ingresso del bestiame selvatico e, in particolare, dei cinghiali.

Possono essere finanziate anche celle frigorifere per lo stoccaggio delle carcasse, zone filtro separate tra area pulita e sporca, locali per la quarantena dei nuovi capi, accessi differenziati per il trasporto dei liquami e punti esterni per il carico del bestiame.

Le spese devono essere sostenute dopo l’invio della domanda. Non è prevista un’anticipazione: il contributo viene riconosciuto attraverso il rimborso delle spese ammesse. Sono consentiti al massimo due stati di avanzamento e una domanda finale di saldo.

Come presentare la domanda entro il 10 ottobre

La documentazione deve essere trasformata in formato PDF/A, raccolta in una cartella compressa e trasmessa all’indirizzo: dipartimento.agricoltura@pec.regione.calabria.it