Refezione all’Annunziata, l’USB accusa Multiservice Sud: «Tutele negate e pressioni sui lavoratori»
Il sindacato denuncia carenze nei dispositivi di sicurezza, prescrizioni mediche disattese, lavori incompiuti e contestazioni disciplinari
Dispositivi di protezione che, secondo il sindacato, non sarebbero stati consegnati con regolarità, prescrizioni mediche non rispettate, turni modificati unilateralmente e un clima lavorativo caratterizzato da contestazioni disciplinari e tensioni. È il quadro tracciato dall’Unione Sindacale di Base di Cosenza sull’appalto della refezione ospedaliera dell’Annunziata, gestito dalla società Multiservice Sud.
A cinque mesi dall’insediamento del nuovo appaltatore, l’USB sostiene che il servizio non sia ancora entrato pienamente a regime e denuncia una serie di presunte criticità riguardanti sia l’organizzazione del lavoro sia la tutela della salute del personale impiegato.
Le accuse sono contenute in un comunicato diffuso il 16 luglio 2026, con il quale il sindacato annuncia di essere pronto ad attivare i canali giudiziari, istituzionali e ispettivi.
DPI e prescrizioni mediche, le contestazioni del sindacato
Uno dei punti centrali della denuncia riguarda la sicurezza dei lavoratori. Secondo l’USB, i dispositivi di protezione individuale non sarebbero stati consegnati «integralmente e regolarmente», con la conseguenza che parte del personale sarebbe stata costretta a lavorare in condizioni precarie o a procurarsi autonomamente quanto necessario.
Il sindacato segnala inoltre il presunto mancato rispetto delle prescrizioni stabilite dal medico competente. Alcune lavoratrici con limitazioni fisiche, sostiene l’organizzazione, sarebbero state impiegate in mansioni non compatibili con le indicazioni sanitarie ricevute.
Una situazione che, secondo l’USB, esporrebbe le dipendenti a rischi per la propria salute e integrità fisica.
Lavori non completati e ritardi nella distribuzione dei pasti
Nel documento si fa riferimento anche ai lavori di adeguamento delle strutture, che non sarebbero ancora stati completati. Gli interventi, secondo quanto denunciato, procederebbero contemporaneamente alla preparazione e alla somministrazione dei pasti.
Il personale si troverebbe quindi, in alcune occasioni, a operare in ambienti interessati dai lavori. Una condizione che, per l’USB, avrebbe ripercussioni sull’organizzazione e sulla qualità complessiva del servizio destinato ai pazienti dell’ospedale, con ritardi registrati anche nella distribuzione dei pasti.
Turni modificati e postazioni occupate
Il sindacato contesta inoltre una modifica «tacita e unilaterale» dei turni delle proprie iscritte, che sarebbe stata disposta poche settimane dopo l’avvio della nuova gestione.
L’USB riferisce anche di lavoratrici che, una volta arrivate sul posto di lavoro, avrebbero trovato la propria postazione già occupata da altro personale, a seguito di disposizioni impartite verbalmente.
In alcuni casi, secondo la ricostruzione sindacale, le dipendenti sarebbero state costrette a chiedere un permesso oppure a rimanere sul posto in un clima di forte tensione, temendo l’avvio di nuove procedure disciplinari.
Nel comunicato viene segnalata anche la rimozione delle sedie dagli spogliatoi. Una decisione che, secondo l’USB, penalizzerebbe in particolare le lavoratrici autorizzate, per ragioni mediche, a effettuare pause in caso di necessità.
Le contestazioni disciplinari denunciate dall’USB
Un altro elemento evidenziato riguarda il numero delle contestazioni disciplinari. Il sindacato parla di «decine di contestazioni» concentrate nell’arco di pochi mesi e le definisce «pretestuose e irricevibili» sia nel merito sia sotto il profilo giuridico.
Per l’USB, la risposta dell’azienda alle rimostranze avanzate dai lavoratori non sarebbe stata improntata al confronto, ma avrebbe determinato un ulteriore irrigidimento dei rapporti interni.
Il sindacato ritiene che le contestazioni abbiano interessato soprattutto i propri iscritti e i lavoratori non aderenti alla Fisascat Cisl. Si tratta, anche in questo caso, di accuse formulate dall’organizzazione sindacale e non di circostanze accertate in sede giudiziaria o amministrativa.
Il ruolo del responsabile del servizio
Nel comunicato, l’USB pone l’attenzione anche sulla posizione del responsabile del servizio, indicato soltanto con le iniziali R.T., che ricoprirebbe contemporaneamente un incarico all’interno della Fisascat Cisl di Cosenza.
Secondo il sindacato, questa doppia funzione determinerebbe un potenziale conflitto di interessi tra il ruolo aziendale e quello sindacale. L’USB sostiene inoltre che le maggiori tensioni si sarebbero verificate con i dipendenti non iscritti alla sigla confederale rappresentata dal responsabile.
L’organizzazione chiede quindi che venga ripristinata una condizione di equità di trattamento tra tutti i lavoratori, indipendentemente dalla loro appartenenza sindacale.
L’appello all’Azienda ospedaliera di Cosenza
L’USB invita la stazione appaltante, ovvero l’Azienda ospedaliera di Cosenza, a non ignorare le segnalazioni già trasmesse e a verificare quanto starebbe accadendo all’interno dell’appalto.
«Siamo pronti ad attivare tutti i canali giudiziali, istituzionali e ispettivi per i quali abbiamo già conferito mandato», afferma il sindacato, annunciando anche il coinvolgimento delle segreterie regionali delle altre organizzazioni sindacali.