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07/05/2026 ore 10.42
Economia e Lavoro

“Right to Stay”, la Calabria porta a Bruxelles il tema dell’emigrazione giovanile

Il rettore dell’Unical Gianluigi Greco rappresenta gli atenei calabresi all’evento della Commissione europea dedicato al “diritto di restare”

di Redazione

Il tema dell’emigrazione giovanile e dello spopolamento delle aree fragili approda al centro del dibattito europeo, e la Calabria prova a ritagliarsi un ruolo attivo nella definizione delle future strategie comunitarie. A Bruxelles, il rettore dell’Università della Calabria Gianluigi Greco ha partecipato all’evento di lancio della strategia “Right to Stay”, rappresentando anche l’Università Magna Graecia di Catanzaro e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

L’iniziativa promossa dalla Commissione europea punta a costruire politiche territoriali capaci di garantire il “diritto di restare” nelle regioni maggiormente colpite dall’emigrazione, attraverso strategie calibrate sulle specificità locali.

A illustrare il progetto è stato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, che ha annunciato l’avvio di una consultazione pubblica destinata a orientare le future politiche di coesione dell’Unione Europea. Previsto anche un tour di ascolto nelle aree più colpite dalla perdita di popolazione giovanile.

In questo quadro è già stata concordata una visita istituzionale di Fitto all’Università della Calabria nel prossimo autunno. L’obiettivo sarà raccogliere direttamente sul territorio contributi e proposte utili alla definizione della strategia europea.

Gli atenei calabresi hanno partecipato al confronto presentando un documento programmatico elaborato nelle settimane precedenti, contenente proposte operative e indirizzi strategici per il rafforzamento del ruolo delle università nello sviluppo regionale e nel contrasto ai flussi migratori.

«Le università non sono solo luoghi di didattica o di ricerca, ma possono agire da volano di sviluppo per il tessuto sociale e produttivo territoriale», ha dichiarato il rettore Greco, sottolineando la necessità di superare «la logica degli interventi calati dall’alto».

Nel ragionamento portato a Bruxelles, il sistema universitario viene presentato come una rete territoriale capace di generare progettualità, attrarre investimenti e creare condizioni favorevoli alla permanenza dei giovani nelle aree periferiche del Paese.

Alla discussione ha preso parte anche Enrico Letta, che ha evidenziato come la libertà di circolazione all’interno dell’Unione debba essere accompagnata dalla possibilità concreta di scegliere di restare nel proprio territorio. Senza politiche di coesione efficaci, ha avvertito, il mercato unico rischia di ampliare ulteriormente le disuguaglianze territoriali.

Il coinvolgimento delle università calabresi è stato sostenuto anche dall’L'Oro di Calabria, presente ai lavori e impegnata nel supporto alle iniziative promosse dagli atenei regionali.

La partecipazione calabrese all’evento europeo assume un significato che va oltre la rappresentanza istituzionale. Per una regione che da anni perde giovani, competenze e capitale umano, il tema del “diritto di restare” non è una formula teorica, ma una questione strutturale che riguarda sviluppo economico, servizi, lavoro e prospettive future.