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12/06/2026 ore 10.00
Economia e Lavoro

Ristori e concessioni balneari, Giannotti (Sib): «In Calabria messa una pezza, ora la palla passa a Roma»

Il presidente calabrese Balneari fa il punto dopo le due leggi regionali su demanio e maltempo: «Sullo Ionio sono ripartiti abbastanza bene, sul Tirreno con più difficoltà per via dell’erosione della costa»

di Paolo Mazza

Erano i giorni in cui il Tirreno cosentino contava ancora i danni. Gli stabilimenti sventrati, i lungomari insabbiati, le famiglie che si chiedevano se avrebbero riaperto. Ad Antonio Giannotti, presidente del Sindacato Italiano Balneari Calabria, avevamo chiesto quanto pesasse l'incertezza sulle concessioni in quel momento di emergenza. La risposta era stata chiara: «Senza certezze sul futuro non si può investire sul presente». A distanza di mesi, torniamo a sentirlo. Sul fronte regionale qualcosa si è mosso - due leggi che hanno fatto discutere anche oltre i confini calabresi – eppure da Roma si aspettano risposte più decise. La stagione estiva, nel frattempo, è già iniziata.

L'Assemblea Confcommercio a Roma e la Calabria che vale

L'occasione per fare il punto è arrivata dall'Assemblea generale di Confcommercio a Roma, con un lungo intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha fatto propri i temi portati dal presidente nazionale dell’organo di rappresentanza delle imprese del terziario Carlo Sangalli.

Giannotti era lì, in assemblea e nei colloqui a margine. «Si è parlato delle peculiarità del nostro Paese, di quello che ci rende attrattivi – racconta – e la Calabria ha molto da dire su questo». Una costa in larga parte integra, borghi nell'entroterra, il Pollino e l'Aspromonte a pochi chilometri dal mare: «Il turista oggi cerca l'esperienza, vuole che le vacanze gli lascino qualcosa. Collegare il mare con la montagna è una carta enorme che forse noi stessi calabresi non valorizziamo abbastanza». L'entusiasmo si scontra però, ancora una volta, con l'impossibilità di pianificare. «Oggi non si riesce a programmare – dice Giannotti – e questo è il nostro problema principale».

Le due leggi regionali che hanno contenuto l’emergenza e sfidato la Bolkestein 

Nei mesi precedenti alla stagione estiva, la Regione ha fatto passi che hanno avuto risonanza nazionale. Due proposte di legge – come accennavo in apertura – approvate all'unanimità, anche dall'opposizione, dalla IV Commissione Ambiente del Consiglio regionale hanno ridisegnato il dibattito. La prima, a firma del consigliere e capogruppo della Lega Giuseppe Mattiani, risponde immediatamente all'emergenza. Per la stagione 2026, gli stabilimenti colpiti dal maltempo e impossibilitati a operare nell'area concessa potranno ottenere una concessione in zona alternativa, nei comuni inclusi nell'ordinanza governativa del 26 gennaio. «Una risposta concreta a chi altrimenti non avrebbe potuto aprire», aggiunge Giannotti.

La seconda, del consigliere Domenico Giannetta, capogruppo di Forza Italia, ha ambizioni più strutturali. Stabilisce, dice Giannotti, «la corretta applicazione della Bolkestein», dunque quando la risorsa spiaggia debba considerarsi effettivamente scarsa o di interesse transfrontaliero certo - i presupposti che obbligano alle gare pubbliche secondo la direttiva Bolkestein - e quando tali condizioni non sussistano. 

«La Calabria – ci aveva già detto il presidente di Balneari Calabria –occupa circa il 18% dei suoi settecento chilometri di costa, dunque il presupposto della scarsità qui non c'è». La legge impone inoltre ai comuni di adottare i piani spiagge, strumento senza il quale nessuno sviluppo del turismo balneare è davvero possibile. L'effetto oltre confine si è visto presto. Abruzzo, Sardegna, Sicilia e Puglia, in tal senso, si stanno muovendo per adottare testi analoghi.

L’unico scoglio può ora essere rappresentato da un’eventuale impugnazione del Governo presso la Corte Costituzionale, e in merito Giannotti appare moderatamente sereno: «A maggio, a Roma, esponenti di Forza Italia e della Lega si erano impegnati a non impugnare la legge. Siamo fiduciosi, anche se il rischio c'è ancora».

Ionio e Tirreno: l'estate si fa, ma sul futuro...

Sul fronte ristori, le prime tranche dei contributi emergenziali – fino a 20.000 euro per attività - stanno arrivando tramite la piattaforma attivata dalla Protezione Civile regionale. Sul fronte ionico, in tal senso, la ricostruzione è quasi completata: «Penso che per fine giugno riescano ad aprire». Il Tirreno cosentino, invece, porta ferite più profonde, soprattutto dove l'erosione è strutturale - da Paola a Tortora - e richiede interventi ben più consistenti di una semplice riparazione stagionale.

«L'estate è stata salvata grazie all'impegno dei concessionari e al sostegno del presidente Occhiuto – riconosce Giannotti – ma adesso questo sostegno morale si deve tramutare in fatti. E i fatti devono arrivare da Roma».

«Chi investe in un'attività turistica – conclude – non fa un esborso una tantum. Ogni anno si reinvestono dei soldi tra restauro e manutenzione. Un imprenditore serio non può farlo sapendo che la concessione ha i giorni contati».
La categoria, nel frattempo, è già in mobilitazione. Se da Roma non arrivano risposte, avverte, «dovremo affrontare proteste più serie». La Calabria ha fatto la sua parte. Ora tocca allo Stato fare la propria.