Tirreno cosentino, le conseguenze delle proteste: scaffali vuoti in diversi supermercati
Decine di segnalazioni arrivano da diversi centri del territorio. Mancano soprattutto frutta e verdura, ma si registrano vuoti anche nei reparti della pasta e dei surgelati. Intanto i presidi proseguono e la protesta non si ferma
La protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori contro il caro carburante e l'aumento del costo della vita comincia a produrre i primi effetti visibili anche sugli scaffali dei supermercati. Nel Tirreno cosentino, dove da giorni si moltiplicano i presidi, a cominciare da Tortora, al confine calabro-lucano, sono decine le segnalazioni da parte di cittadini che hanno trovato reparti parzialmente vuoti e prodotti non disponibili.
Poca frutta e verdura
Le situazioni segnalate riguardano diversi centri del territorio. A essere maggiormente interessati sarebbero i reparti di frutta e verdura, ma le segnalazioni riguardano anche altri prodotti di largo consumo, dalla pasta ai surgelati.
Una situazione che alimenta la preoccupazione dei consumatori e che riporta al centro dell'attenzione il legame tra la mobilitazione del comparto dei trasporti e la distribuzione delle merci.
Cartelli di avviso
In alcuni punti vendita, inoltre, sarebbero comparsi avvisi rivolti alla clientela per informare della temporanea indisponibilità di alcuni prodotti. «A causa dello sciopero del settore logistico alcuni prodotti potrebbero risultare temporaneamente non disponibili o con assortimento ridotto», si legge nel messaggio, che si conclude con le scuse per gli eventuali disagi e un ringraziamento ai clienti per la comprensione.
Presidi sulle strade, ma il transito è garantito
Nel Tirreno cosentino la protesta prosegue con presidi e iniziative la strada statale 18, che è anche l’arteria principale. Gli automobilisti e gli agricoltori che hanno aderito alla mobilitazione occupano alcune porzioni della carreggiata per richiamare l'attenzione sulle loro rivendicazioni, ma non stanno attuando un blocco totale della circolazione.
Il transito delle auto viene consentito a intervalli, con passaggi regolati in modo da mantenere la strada percorribile. Una modalità che punta a rendere visibile la protesta e a provocare rallentamenti, senza impedire completamente agli automobilisti di proseguire il viaggio.
La protesta continua: possibile spostamento a Roma
La mobilitazione di Fedralog (Federazione Regionale della Logistica e degli Autotrasporti), dovrebbe proseguire fino al 20 ottobre, mentre dal fronte degli autotrasportatori arriva un ulteriore avvertimento: in assenza di risposte concrete da parte del governo, la protesta potrebbe spostarsi nella capitale.
L'eventualità di un'iniziativa a Roma segnerebbe un ulteriore passaggio nella vertenza, con l'obiettivo di portare le richieste della categoria direttamente all'attenzione dell'esecutivo Meloni.