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19/10/2026 ore 15.19
Economia e Lavoro

Tpl in Calabria, De Cicco chiede gli atti: «Verificare controlli, sanzioni e qualità del servizio»

Il consigliere regionale dei Democratici Progressisti Meridionalisti presenta un’istanza di accesso agli atti sulle verifiche effettuate nel 2025. Nel mirino anche le proroghe delle concessioni e il mancato bando europeo per il trasporto su gomma

di Redazione
Francesco De Cicco, consigliere regionale DP

Fare piena luce sull'effettivo svolgimento dei controlli, sulla qualità dei servizi offerti e sulle eventuali sanzioni comminate alle aziende che gestiscono il Trasporto Pubblico Locale su gomma in Calabria. È questo l'obiettivo dell'istanza di accesso agli atti presentata dal Consigliere regionale Francesco De Cicco, appartenente al gruppo consiliare Democratici Progressisti Meridionalisti.


L'iniziativa, formalizzata nell'esercizio del mandato elettivo e delle funzioni di controllo e rappresentanza, si inserisce in un quadro di profonda preoccupazione amministrativa e politica per il settore. Da circa sei anni, infatti, l'Autorità Regionale dei Trasporti della Calabria (ART-Cal) sollecita gli atti propedeutici alla pubblicazione del bando di gara europeo per il TPL su gomma, un provvedimento di trasparenza e concorrenza che permetterebbe un affidamento regolare con tutti i crismi del diritto eurounitario, ma che giace inspiegabilmente bloccato nei cassetti dell'assessorato ai trasporti e della Giunta.

Una scelta politica netta che ha imposto la reiterazione di proroghe di anno in anno in favore dei concessionari privati. Come più volte denunciato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), la proroga delle concessioni reiterate di anno in anno è illegittima. Tale prassi distorsiva, unitamente alla non pubblicazione del bando europeo, espone la Regione Calabria a gravissimi rischi di procedura d'infrazione comunitaria, oltre che a pesanti decurtazioni dei trasferimenti statali e dei fondi nazionali destinati al finanziamento del Trasporto Pubblico Locale.


Uno stallo prolungato che potrebbe aver gravato enormemente sulle casse pubbliche a rischio di danno erariale, senza peraltro garantire un servizio economico, decoroso e all'altezza delle necessità dei cittadini e dei pendolari calabresi. Proprio per comprendere quale sia stato il reale impatto di questa gestione emergenziale e pluriennale, l'accesso agli atti presentato dal Consigliere De Cicco mira a verificare l'efficacia dell'attività ispettiva e di monitoraggio svolta dalla Regione.


La richiesta formale inviata agli uffici regionali competenti punta a conoscere il numero complessivo delle verifiche effettuate nella prima metà del 2025, i report di dettaglio, il registro dei verbali e le contestazioni sollevate nei mesi di maggior picco dei controlli. L'obiettivo è chiarire se le ispezioni abbiano rilevato lacune o disservizi e se siano stati presi provvedimenti sanzionatori concreti nei confronti delle aziende inadempienti, fino alla potenziale esclusione o revoca dalla convenzione.


L'azione del consigliere si fonda sulle prerogative dell'art. 32 della Legge Regionale n. 19/2001 e del Regolamento per il diritto di accesso del Consiglio regionale della Calabria, ponendo al centro la tutela dei diritti degli utenti e la legalità dell'azione amministrativa.
«Garantire un servizio di trasporto pubblico efficiente, sicuro e dignitoso è un dovere primario delle istituzioni verso la cittadinanza», dichiara il Consigliere Francesco De Cicco. «Mentre l'ART-Cal si vede bloccare da anni l'iniziativa che mira alla pubblicazione del bando europeo per TPL su gomma, di fatto serrato nei cassetti dell'assessorato e della Giunta, perpetuando un sistema di proroghe reiterate che l'Antitrust ha bollato senza appello come illegittimo ed esponendo l'Ente a sanzioni comunitarie, al taglio dei fondi e a concreti profili di danno erariale, riteniamo doveroso verificare con estremo rigore come siano stati spesi i soldi pubblici e come siano stati tutelati gli utenti. I cittadini calabresi meritano trasparenza, regole europee e un servizio all'altezza, anziché continuare a subire una gestione opaca incagliata in proroghe illegittime a scapito del diritto alla mobilità».