Turismo, Usb e La Base lanciano un'inchiesta sul lavoro stagionale: «Basta sfruttamento e lavoro nero»
Il sindacato e il collettivo avviano una raccolta anonima di segnalazioni sulle condizioni di impiego nel settore turistico calabrese. Nel mirino part-time fittizi, lavoro irregolare, salari bassi e tutele insufficienti durante le ondate di calore
Un questionario anonimo per raccogliere testimonianze dirette sulle condizioni di lavoro nel turismo e costruire una mappa dello sfruttamento stagionale in Calabria. È l'iniziativa promossa dalla Usb Federazione del Sociale Calabria insieme al collettivo La Base – Cosenza, che punta a far emergere le criticità del comparto e a offrire supporto sindacale e legale ai lavoratori che decideranno di denunciare eventuali irregolarità.
Secondo i promotori dell'iniziativa, il settore turistico regionale sarebbe caratterizzato da diffuse forme di precarietà e lavoro irregolare. Nella nota si richiamano dati secondo cui il tasso di irregolarità riscontrato nelle strutture controllate dall'Ispettorato nazionale del lavoro raggiungerebbe il 99%, mentre una larga parte degli occupati nel turismo nel Mezzogiorno rientrerebbe nella categoria dei working poor, lavoratori che, pur avendo un impiego, percepiscono redditi insufficienti.
«La "vita lenta" raccontata dagli slogan promozionali si regge su turni di 10-12 ore al giorno e su paghe di 3 o 4 euro l'ora», affermano Usb e La Base, denunciando quella che definiscono una «truffa sistemica» fondata anche sul ricorso a contratti part-time che, secondo gli organizzatori, non rispecchierebbero le effettive ore lavorate.
Al centro della campagna anche il tema della sicurezza durante le ondate di calore. I promotori osservano che l'ordinanza regionale emanata per limitare i rischi legati alle alte temperature riguarda alcuni comparti produttivi, come edilizia e agricoltura, ma non coinvolgerebbe il settore turistico, dove bagnini, camerieri e cuochi continuerebbero a lavorare anche nelle ore più calde della giornata.
L'iniziativa si svilupperà attraverso due direttrici principali: da un lato la raccolta di dati, tramite un questionario anonimo rivolto ai lavoratori stagionali della provincia di Cosenza e dell'intera Calabria; dall'altro la costruzione di una rete di assistenza sindacale e legale per chi deciderà di segnalare situazioni di sfruttamento o irregolarità.
Usb Federazione del Sociale Calabria e La Base invitano infine tutti i lavoratori del comparto turistico a partecipare all'inchiesta, assicurando anonimato e riservatezza nella gestione delle segnalazioni, con l'obiettivo dichiarato di contrastare lavoro nero, sfruttamento e violazioni dei diritti.