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25/09/2026 ore 13.02
Economia e Lavoro

Un passante ferroviario per collegare Cosenza, Rende e Unical: l’idea di una metro di superficie con 17 fermate

Il progetto propone di utilizzare e potenziare il tracciato esistente con frequenze fino a un treno ogni 15 minuti e tempi stimati di 25 minuti tra piazza Matteotti e l’area universitaria

di Redazione

Una metropolitana di superficie capace di collegare Cosenza, Rende, Montalto Uffugo e l’Università della Calabria sfruttando il corridoio ferroviario già esistente. È la proposta elaborata dal Think Tank Rende-Cosenza con il progetto “Passante Ferroviario dell’Unical”.

L’idea parte dalla presenza di un’infrastruttura ferroviaria che già attraversa buona parte dell’area urbana e che, secondo i promotori, potrebbe essere potenziata e trasformata nella dorsale principale della mobilità della Grande Cosenza. 

Il progetto immagina una linea lunga circa 11,7 chilometri con 17 fermate, tra stazioni esistenti e nuovi punti di accesso, capace di collegare piazza Matteotti, il centro di Cosenza, Vaglio Lise, Castiglione Cosentino, diversi quartieri di Rende, l’area industriale, l’ospedale e infine la futura stazione a servizio dell’Unical.

Da Cosenza all’Unical in 25 minuti

Secondo lo schema elaborato dal Think Tank, nelle ore di punta dovrebbe transitare un treno ogni 15 minuti. La frequenza scenderebbe a 30 minuti nelle ore intermedie e a 45 minuti nella fascia serale.

Il tempo stimato per raggiungere l’area universitaria partendo da piazza Matteotti sarebbe di circa 25 minuti, indipendentemente dalle condizioni del traffico.

L’obiettivo è offrire un’alternativa concreta all’automobile e agli autobus, alleggerendo la pressione sulla Statale 107 e sulla viabilità urbana di Cosenza e Rende.

Le 17 fermate

Il percorso ipotizzato attraversa i principali poli urbani dell’area.

Si parte dalla stazione delle Ferrovie della Calabria di piazza Matteotti per proseguire verso Calatrava-Trieste, Campanella, Autostazione, Monaco e Vaglio Lise.

Da qui la linea entrerebbe nel territorio di Rende servendo, tra gli altri, Parco Acquatico, Santa Chiara, Municipio-San Carlo, Emoli, Castiglione Cosentino, Maiorana, zona industriale, Magdalone e ospedale.

Le ultime fermate interesserebbero Santa Maria di Montalto Uffugo e la futura stazione ferroviaria dell’area Unical.

Il nodo dello scartamento ferroviario

Uno degli aspetti tecnici più rilevanti riguarda l’integrazione tra la rete delle Ferrovie della Calabria, oggi a scartamento ridotto, e quella ferroviaria nazionale a scartamento ordinario.

La proposta prevede la realizzazione di uno scartamento misto, attraverso l’aggiunta di una rotaia, per consentire la circolazione sullo stesso tracciato di convogli appartenenti a sistemi differenti.

In prospettiva viene inoltre ipotizzato un doppio binario lungo l’intera tratta, insieme all’elettrificazione e all’adeguamento dei sistemi di segnalamento.

La futura stazione di Settimo

Un ruolo centrale è assegnato alla futura stazione ferroviaria prevista nell’area di Settimo di Rende-Montalto Uffugo, collegata al progetto della nuova galleria Santomarco.

Nella visione del Think Tank, proprio quella stazione dovrebbe diventare uno dei principali nodi di interscambio dell’area urbana, mettendo in relazione il servizio metropolitano con i treni regionali e nazionali, i collegamenti verso la costa tirrenica e quella ionica e gli autoservizi.

L’Università della Calabria sarebbe raggiunta dalla stazione attraverso navette dedicate, percorsi ciclopedonali e servizi interni al campus.

Una dorsale per la Grande Cosenza

Il progetto non viene presentato soltanto come una soluzione ai problemi del traffico, ma come una proposta di riorganizzazione dell’intera mobilità urbana.

L’obiettivo è creare un sistema integrato tra ferrovia, autobus, parcheggi di interscambio e collegamenti regionali e nazionali, mettendo in rete Cosenza, Rende, Montalto Uffugo e l’Università.

Il Think Tank ipotizza una capacità potenziale di oltre 4mila passeggeri l’ora per direzione e più di 50mila utenti al giorno. Si tratta di stime progettuali che richiederebbero naturalmente verifiche tecniche, studi sulla domanda e valutazioni economiche.

Il punto di partenza, però, è chiaro: non costruire una nuova ferrovia, ma utilizzare e trasformare quella che già esiste per creare una vera metropolitana di superficie al servizio dell’area urbana cosentina.