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05/05/2026 ore 17.13
Economia e Lavoro

Unical interviene sulla vertenza Campus: «Solidarietà ai lavoratori e controlli straordinari»

L’Ateneo prende posizione sullo stato di agitazione proclamato da Usb e annuncia verifiche rigide sulle ditte subappaltatrici

di Redazione

L’Università della Calabria prende posizione sulla vertenza che riguarda il personale impegnato nei servizi del Campus e, di fronte allo stato di agitazione proclamato dall’Unione Sindacale di Base, esprime piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori. Ma dalla nota diffusa dall’Ateneo emerge anche un secondo elemento, destinato ad avere un peso concreto nelle prossime settimane: l’annuncio di un piano straordinario di controlli, definito rigido e capillare, sulle ditte subappaltatrici che operano all’interno del Campus.

La presa di posizione dell’Unical arriva in una fase delicata della vertenza e viene accompagnata da un’attività di interlocuzione che, secondo quanto riferito dall’Ateneo, ha già prodotto un primo risultato. L’Università spiega infatti di avere avviato una mediazione con la società mandataria Snam, la quale avrebbe fornito rassicurazioni formali e comunicato di avere già preso in carico le criticità emerse. In particolare, la società ha annunciato che per lunedì prossimo è stata convocata una riunione con le organizzazioni sindacali per definire una rapida soluzione della vicenda.

Il rettore Gianluigi Greco sottolinea che, pur non avendo l’Università un ruolo legale o contrattuale diretto nella vertenza, l’Ateneo ha ritenuto doveroso attivarsi subito. «Appena appresa la condizione di difficoltà degli addetti, sebbene l’Università della Calabria non abbia alcun ruolo legale o contrattuale nella vertenza trattandosi di rapporto di lavoro privatistico tra i dipendenti e le società coinvolte (Snam e CSF Costruzioni e Servizi), ho sollecitato un incontro con i rappresentanti dell’Usb», afferma Greco. L’incontro con il sindacato è già stato fissato per giovedì prossimo, ma nel frattempo il rettore spiega di avere voluto intervenire immediatamente «a tutela di chi, ogni giorno, con il proprio lavoro consente di far vivere e funzionare il Campus».

Nel chiarire il proprio ruolo, l’Università ricorda di essersi sempre distinta per la regolarità nei pagamenti verso le ditte affidatarie e precisa che le criticità all’origine della vicenda sarebbero imputabili esclusivamente a soggetti terzi privati. È un passaggio importante, perché delimita il piano giuridico della controversia, ma allo stesso tempo non riduce l’impegno politico e istituzionale dell’Ateneo, che sceglie comunque di esporsi pubblicamente e di intervenire.

Greco insiste infatti proprio su questo aspetto, leggendo l’attivazione dell’Università come espressione di una precisa responsabilità sociale. «Sono molto contento che, a valle del nostro interessamento, siano già arrivate rassicurazioni formali dalla società interessata dalla vertenza», aggiunge il rettore. «E sarà nostra cura vigilare affinchè questa vicenda giunga rapidamente a conclusione». Nella sua lettura, il fatto che anche in un contesto strettamente privatistico venga richiesto un intervento dell’Unical rappresenta un segnale del ruolo che l’Ateneo sta assumendo sul territorio. «Il fatto che, anche in un contesto privatistico, sia stato invocato l’intervento risolutivo dell’Università della Calabria testimonia come il nostro Ateneo sia oggi sempre più percepito come garante di legalità e sviluppo per il territorio», sostiene.

La parte più rilevante della nota, però, è forse quella che guarda al futuro immediato. Per tutelare la dignità del lavoro nel Campus, l’Università annuncia infatti l’avvio di un piano straordinario di controlli sulle ditte subappaltatrici. Non si tratta di una formula generica: l’Ateneo parla espressamente di verifiche molto rigide e capillari, con l’obiettivo di utilizzare ogni strumento disponibile per promuovere il pieno rispetto dei diritti di chi lavora all’interno delle proprie strutture.

È qui che la vicenda supera la contingenza della singola vertenza e si trasforma in un segnale più ampio sul modello di gestione del Campus. L’Università chiarisce di voler assumere una funzione di vigilanza concreta su tutto ciò che riguarda il lavoro nelle sue sedi, anche quando i lavoratori non sono formalmente dipendenti dell’Ateneo. Un’impostazione che, nelle parole del rettore, nasce da «una precisa scelta di campo» e da «un profondo senso di responsabilità sociale» nei confronti di chiunque viva e lavori quotidianamente nel Campus.