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11/03/2026 ore 16.13
Economia e Lavoro

USB incontra De Salazar per i lavoratori del CUP ASP: «Pronti a rivolgerci alla Procura della Repubblica»

La sindacalista Caterina Falanga, che ha seguito la situazione di otto dipendenti esclusi lo scorso 24 luglio dal posto di lavoro, attacca: «Legami di parentela fra alcuni dei neoassunti e dirigenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale»

di Francesco La Luna

Presentarsi a lavoro, un giorno come un altro, sedersi e scoprire di non avere più gli accessi per svolgere le proprie mansioni. Sembra una distopia, invece è realtà: è quanto accaduto a dodici fra lavoratori e lavoratrici del CUP di Cosenza la scorsa estate. A prendere in carico la situazione delle otto persone rimaste fra le dodici improvvisamente fatte fuori è l’USB, che ha chiesto e ottenuto un incontro con il commissario dell’ASP bruzia, Vitaliano de Salazar.

Dodici esclusi dal CUP di Cosenza dopo vent’anni, Usb: «Un’ingiustizia intollerabile»

«Noi chiederemo al commissario – spiega Caterina Falanga, sindacalista di USB Cosenza – di accertare le responsabilità del caso, che a nostro avviso sono inequivocabili. Chiederemo inoltre un controllo sull’operato dell’ingegner Capristo, che ancora una volta si dimostra, secondo noi, non idoneo a ricoprire un ruolo così delicato, anche per quanto riguarda i rapporti con il pubblico. Spesso infatti si sottrae a quelli che dovrebbero essere confronti utili a risolvere le controversie in maniera bonaria e nell’interesse della tutela occupazionale dei lavoratori. Chiederemo anche che venga indicata una data precisa per la redistribuzione di queste otto persone all’interno dei diversi rami di attività del servizio CUP». Che è il nocciolo della questione.

La vicenda: «Un’esclusione incomprensibile»

Questo perché il CUP, spiega Falanga, ha un lotto unico ma ricopre diversi servizi, dallo sportello all’outbound per le campagne di screening. La sindacalista poi riavvolge il nastro e racconta quello che è successo lo scorso 24 luglio, data della pubblicazione della delibera a contrarre dalla quale sono spariti 12 lavoratori e lavoratrici da più di 15 anni in servizio al CUP: «Il 24 luglio 2025 – racconta la sindacalista – l’ASP pubblica la delibera a contrarre, quindi viene ufficialmente avviata la gara. Nell’elenco dei lavoratori però spariscono dodici dipendenti storici che lavoravano già con SEATT, con un’anzianità di servizio che va dai quindici ai diciannove anni. Parliamo quindi di personale altamente specializzato, che ha svolto anche attività amministrative, ad esempio presso l’ufficio protocollo».

Da questo elenco non solo spariscono i dodici lavoratori storici, ma compaiono anche alcuni recenti assunti: «È vero – dice Falanga – che dopo sei mesi di attività continuativa su uno specifico appalto è possibile essere inseriti nell’elenco, ma non si capisce perché siano state escluse dodici persone con anni di servizio alle spalle e, allo stesso tempo, siano rimasti cinque posti liberi con personale ancora da assegnare. Lavoratori e lavoratrici si sono quindi trovati improvvisamente in una situazione di caos e sotto una pressione psicologica molto forte, che purtroppo continuano a subire ancora oggi».

«Pronti a denunciare ad Anac e Procura della Repubblica»

USB, se non si dovesse giungere a una soluzione, ha intenzione di rivolgersi alla procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e all’Anticorruzione: «Abbiamo accertato che esistono legami di parentela con personale dirigenziale dell’ASP e, soprattutto, con figure che ricoprono ruoli specifici all’interno della gestione di questa gara d’appalto», afferma Falanga. Un’affermazione che pesa come un macigno.

«Una soluzione tempestiva – aggiunge ancora la rappresentante sindacale – in realtà era stata individuata anche con l’operatore economico, cioè Covisian: il problema resta paradossalmente proprio nel ruolo dell’ASP. Se oggi non dovesse arrivare una data per la redistribuzione e il ritorno ufficiale in servizio di questi lavoratori, che a tutti gli effetti fanno ancora parte dell’appalto e sono dipendenti Covisian, noi procederemo con una denuncia alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e all’ANAC».

Diverse le irregolarità che, spiega Falanga, il sindacato avrebbe riscontrato: «La proroga e la durata della gara, per esempio, che dal 2020 si protrae ancora oggi in regime di proroga ormai scaduta, oltre ad alcune assunzioni che non avrebbero dovuto essere effettuate. In ogni caso, se queste assunzioni sono state fatte, il personale che aveva legami di parentela con i neoassunti presenti nell’elenco avrebbe quantomeno dovuto dimettersi dall’incarico specifico legato alla gestione della gara», conclude la sindacalista. Alle ore 14 è terminato il tavolo tecnico che si riaggiornerà nella giornata di domani anche con la presenza dell'ing. Antonio Capristo e, nuovamente, l'organizzazione sindacale USB per dare seguito alla soluzione individuata.