«Volare in Calabria costa più che andare all'estero»: il caro biglietti smentisce la narrazione dei voli low cost
La denuncia di una giovane calabrese riaccende il dibattito sul prezzo dei collegamenti. Mentre la Regione celebra l'arrivo di nuove compagnie, per molti residenti partire da Lamezia o Reggio (o tornarci) in estate resta un lusso
«Per tornare a casa mi chiedono 478 euro. Con poco più di cento potrei andare a Budapest». Lo sfogo di una giovane calabrese, raccolto da Fanpage, riporta al centro una questione che ogni estate accompagna migliaia di studenti e lavoratori fuori sede: il costo dei voli per rientrare in Calabria.
Il caso non è isolato. Da anni il caro-voli rappresenta uno dei principali ostacoli alla mobilità dei calabresi residenti fuori regione, soprattutto durante l'alta stagione e nei periodi festivi, quando la domanda cresce e le tariffe aumentano rapidamente.
Negli ultimi mesi il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha più volte rivendicato i risultati della politica aeroportuale regionale. L'arrivo di nuove compagnie, come Wizz Air, e l'apertura di nuove rotte sono stati presentati come strumenti capaci di aumentare la concorrenza e, di conseguenza, calmierare i prezzi dei biglietti. «Tariffe competitive» che dovrebbero rendere il trasporto aereo «più accessibile» per cittadini, lavoratori, studenti e turisti, ha dichiarato il governatore in occasione dell'annuncio del nuovo collegamento Lamezia-Roma.
I numeri sulle rotte raccontano effettivamente una crescita dell'offerta. Ma il prezzo pagato dai passeggeri nei momenti di maggiore richiesta continua a raccontare un'altra storia.
Le tariffe sono dinamiche e cambiano continuamente, ma anche nelle rilevazioni di queste settimane i collegamenti con la Calabria restano sensibilmente più cari rispetto a molte destinazioni europee. Il monitoraggio di Assoutenti effettuato in primavera evidenziava biglietti superiori ai 300 euro per la tratta Roma-Reggio Calabria già con tre settimane di anticipo rispetto alle festività pasquali.
Anche l'offerta disponibile conferma che i collegamenti verso Reggio Calabria continuano a dipendere da un numero limitato di voli, mentre proprio a luglio ITA Airways ha ridotto alcune frequenze da Milano Linate sia per Lamezia sia per Reggio, comprimendo ulteriormente la disponibilità di posti in alcuni giorni.
Il paradosso è evidente. Da Lamezia Terme, grazie alla presenza delle compagnie low cost, è oggi possibile trovare collegamenti internazionali a prezzi competitivi verso diverse città europee. Il problema non riguarda quindi chi parte dalla Calabria per una vacanza, ma soprattutto chi deve raggiungerla.
Per migliaia di calabresi che vivono a Roma, Milano, Torino o all'estero, il viaggio non rappresenta una scelta turistica ma il ritorno a casa. Ed è proprio in quei giorni – agosto, Natale, Pasqua – che il mercato fa registrare gli aumenti più consistenti.
È qui che si misura la distanza tra la crescita del traffico aeroportuale e il diritto alla mobilità. L'aumento delle rotte è un dato oggettivo, così come lo sono gli investimenti che stanno interessando gli aeroporti calabresi. Ma finché nei periodi di maggiore necessità tornare in Calabria continuerà a costare centinaia di euro, il problema del caro-voli resterà tutt'altro che risolto.
Perché, al di là degli annunci, è il prezzo finale del biglietto a stabilire se una regione è davvero più vicina o se, per molti dei suoi cittadini, continua a essere una destinazione difficile da raggiungere.