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26/05/2026 ore 12.28
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Cosenza Londra: il trionfo del gemellaggio tra musica, solidarietà e radici

l successo della tre giorni non si è limitato alla sola performance serale. I britannici, accolti con il calore tipico calabrese, hanno vissuto una full immersion nella culla della Magna Grecia, visitando prima i borghi presilani e poi il centro storico cosentino

di Emilia Canonaco

Se è vero, come sosteneva il grande direttore d'orchestra Ezio Bosso, che «la musica non è di nessuno, è come l'aria, si può solo condividere», la città di Cosenza ha vissuto una di quelle serate in cui l'aria si è fatta improvvisamente più pura. Tra le navate del maestoso Duomo di Cosenza – dal 2011 riconosciuto dall'UNESCO come "Santuario della cultura di pace" – si è consumato un eccezionale gemellaggio culturale che ha unito il cuore di una metropoli globale come Londra alle radici più antiche della Calabria. Un successo andato ben oltre la scommessa artistica, trasformandosi in una festa di comunità, accoglienza e solidarietà concreta.

Un progetto in cui sin da subito ha creduto il Sindaco di Casali del Manco, Francesca Pisani, la quale si è spesa senza riserve per accogliere al meglio la delegazione londinese e garantire la riuscita dell'intero evento.

Il concerto finale ha visto l'incontro di due realtà straordinariamente affini per longevità e dedizione, seppur distanti geograficamente. Da un lato il coro ospitante, il Coro Polifonico Mater Dei di Casali del Manco (Pedace), che da 36 anni accompagna la liturgia e la musica sacra italiana, vantando esibizioni davanti a San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Dall'altro, i coetanei d'oltremanica (35 anni di attività) gli Eclectic Voices, formazione londinese solidissima, celebre per la sua incredibile versatilità che spazia dal jazz al folk, reduce dal prestigioso London Jazz Festival.

Sotto la guida dei rispettivi direttori – la maestra Carmela Martire per il Mater Dei e il maestro Scott Stroman (docente alla Guildhall School of Music and Drama di Londra) per la compagine inglese – le due formazioni hanno dato vita a un "corteggiamento tra culture" unico nel suo genere. Un plauso istituzionale è giunto anche dal vicesindaco di Cosenza Maria Locanto, che ha voluto testimoniare la vicinanza della città a questo splendido ponte culturale.

Il successo della tre giorni non si è limitato alla sola performance serale. I britannici, accolti con il calore tipico calabrese, hanno vissuto una full immersion nella culla della Magna Grecia, visitando prima i borghi presilani e poi il centro storico cosentino, la Chiesa di San Domenico, Palazzo Arnone, gli affreschi di Villa Rendano, il Museo Diocesano dove gli ospiti d'oltremanica sono stati accolti da don Salvatore Fuscaldo, parroco della Chiesa di Sant'Aniello e Direttore del Museo. Don Salvatore, che rappresenta da sempre un supporto costante e imprescindibile per le attività del Coro Mater Dei, ha aperto con generosità le porte del polo museale, omaggiando i cantori e guidandoli alla scoperta dei tesori sacri della città. Nel dare il suo benvenuto al concerto di chiusura, ha sottolineato come la bellezza dell'arte visiva e quella della musica sacra si fondano per elevare lo spirito e creare legami indissolubili tra i popoli.

Ma l'aspetto più nobile dell'iniziativa è stata la sua anima solidale. Il concerto è stato infatti strettamente legato al supporto della Cooperativa Sociale Onlus "L'Arca di Noè" di Vadue di Carolei, guidata da Alessandro Scazziota. Una realtà fondamentale del terzo settore calabrese, evolutasi in Fattoria Sociale e Didattica, che offre un porto sicuro e riscatto quotidiano a persone con disabilità psicofisiche e vulnerabilità sociali.

Il programma musicale ha offerto un viaggio cronologico ed emotivo formidabile. Il Coro Mater Dei ha aperto la serata scaldando l'atmosfera con la spiritualità contemporanea di Mons. Marco Frisina (Lodi all'Altissimo), la purezza rinascimentale dell'Ave Maria di Arcadelt e il vigore moderno di Canterò per Te di Salvatore Puri. Successivamente, gli Eclectic Voices hanno incantato la platea muovendosi tra il folk ecologista americano di Jean Ritchie, il lirismo novecentesco di Britten e Sir Richard Rodney Bennett, e le eleganze barocche di Henry Purcell. Straordinario l'impatto dei brani pop-jazz contemporanei firmati dallo stesso maestro Stroman su testi di Wendy Cope.

Il vero trionfo artistico e umano si è palesato quando i due cori si sono fusi in un'unica, monumentale voce. Il Duomo ha vibrato per due momenti di altissima intensità emotiva: durante l’esecuzione del brano 'Arberu', una vera e propria sorpresa etno-musicale composta dal calabrese Carlo Grillo (che ha accompagnato i cori alla chitarra), e durante il brano Long Wolf, un'opera scritta da Scott Stroman capace di ricreare le atmosfere ancestrali dei nativi americani.

La chiusura non poteva che essere affidata al Pacem in terris di Frisina, un'invocazione per la pace universale che ha unito idealmente Cosenza, Londra e il mondo intero. Il pubblico, visibilmente commosso, ha tributato una lunghissima ovazione a un evento che ha dimostrato come la diversità sia una formidabile ricchezza da custodire.

Prima di concludere questa straordinaria esperienza e fare rientro a casa nella serata di lunedì, la compagine londinese ha voluto omaggiare della sua arte gli studenti della scuola media "Fausto Gullo" di Cosenza, tenendo un emozionante workshop musicale, fortemente voluto dalla Dirigente scolastica Rosa Maria Paola Ferraro, sostenitrice della pratica musicale come strumento di crescita culturale e inclusione sociale.

Un gemellaggio d'anime che Cosenza difficilmente dimenticherà.