Fiera di San Giuseppe a Cosenza, mappa interattiva degli stand e ritorno dei vimini: queste (e altre) novità per l’edizione 2026
Lo storico evento presentato ufficialmente questa mattina a Palazzo dei Bruzi. Cerimonia di inaugurazione il 15 marzo nel segno di Bernardino Telesio. 450 gli espositori che arriveranno in città da tutta Italia
Una fiera che torna all’antico, ma guarda al futuro. Un gustoso paradosso è la premessa del nuovo corso dell’evento che più di ogni altro rappresenta la città dei Bruzi. Sette giorni – e forse anche qualcosa in più – daranno il benvenuto alla primavera cosentina lungo il viale degli stand che arriveranno da tutta Italia, colorando una città sospesa tra memoria storica, commercio e cultura popolare.
La manifestazione, presentata questa mattina a Palazzo dei Bruzi, si aprirà domenica 15 marzo lungo viale Giacomo Mancini, all’altezza di via Padre Giglio, con una giornata inaugurale scandita da momenti istituzionali e spettacoli pensati per richiamare l’origine storica della fiera.
«Grazie a tutte le associazioni che hanno deciso di partecipare. Un ringraziamento particolare va a Poste Italiane, oggi rappresentata dalla dottoressa Cribari – ha detto il sindaco Franz Caruso – per l’annullo filatelico dedicato alla nostra fiera e alla nostra città. Il 15 marzo ci sarà proprio l’annullo in diretta». Tra le innovazioni di quest’anno spicca anche la mappa interattiva, pensata per facilitare l’orientamento dei visitatori. «Collegandosi a Google – ha spiegato il sindaco – si potrà sapere, momento per momento, dove si trovano gli stand che si desidera visitare».
L’avvio ufficiale della giornata inaugurale è previsto alle 10:15, quando saranno i mangiafuoco ad annunciare simbolicamente l’apertura dell’evento, richiamando il pubblico tra le prime bancarelle e gli stand della manifestazione. A fare da Cicerone sarà William Gatto, che in costume accoglierà i visitatori accompagnandoli idealmente dentro la storia della città.
L’atmosfera sarà quella delle antiche fiere popolari, con la musica della banda a fare da sottofondo, proprio come accadeva un tempo. Tra i momenti più attesi della giornata inaugurale c’è la rievocazione storica “La città di Telesio”, spettacolo teatrale curato dall’associazione La Città del Sole – Tommaso Campanella. La rappresentazione ricostruirà personaggi e atmosfere della Cosenza di un passato lontano, con figuranti in costume e scene ispirate alla vita cittadina dell’epoca. Il riferimento culturale dell’edizione 2026 sarà infatti Bernardino Telesio, il filosofo cosentino simbolo del Rinascimento meridionale.
Tradizione, innovazione e sostenibilità sono i tre assi su cui si muoverà la fiera di quest’anno. «Sono tornati, dopo due anni, gli espositori dei vimini e delle ceramiche – ha aggiunto il sindaco – e questo mi fa davvero piacere». Accanto alla tradizione artigianale, spazio anche alle novità gastronomiche. «Avremo anche uno special food che vedrà la partecipazione, oltre che di Porcopò, anche del TikToker Chianese».
Il momento istituzionale della mattinata è previsto alle 11:00, con la benedizione dell’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Giovanni Checchinato. Seguiranno gli interventi del sindaco Franz Caruso e del prefetto Rosa Maria Padovano, alla presenza delle autorità civili e militari. Dopo la cerimonia ufficiale prenderà il via anche il corteo inaugurale, accompagnato dalla banda musicale di Casali del Manco, che attraverserà il primo tratto della fiera animando l’apertura dell’evento.
La rievocazione storica rappresenta una delle principali novità dell’edizione di quest’anno. L’iniziativa punta a riportare al centro il legame tra la fiera e la storia della città, ricordando il ruolo che la manifestazione ha avuto nei secoli come luogo di scambio commerciale e culturale. In passato la fiera era infatti uno dei principali momenti di incontro tra mercanti provenienti da diverse aree del Mediterraneo, contribuendo allo sviluppo economico e culturale della città.
La scelta di dedicare uno spazio narrativo alla figura di Telesio e alla Cosenza rinascimentale vuole rafforzare il valore simbolico della manifestazione, trasformandola non solo in un grande mercato all’aperto, ma anche in un’occasione di riscoperta della memoria collettiva. «Come ogni anno – ha concluso il sindaco – abbiamo inserito la cena solidale, grazie al contributo di tante associazioni, allo sforzo dell’amministrazione comunale e alla collaborazione della Consulta intercultura, che ha reso possibile la presenza in fiera di espositori provenienti da tutto il mondo».
Come da tradizione, lungo viale Mancini troveranno spazio centinaia di espositori provenienti da diverse regioni italiane, tra prodotti artigianali, oggetti della tradizione, utensili, articoli per la casa e specialità gastronomiche. «Speriamo l’anno prossimo di avere tempi diversi per l’assegnazione degli spazi - ha spiegato l’assessore Branda - quest’anno parliamo di 450 espositori, potevano essere di più ma l’anno prossimo ci organizzeremo per allargare la platea. Non appena finita la fiera, faremo una valutazione ex post con le organizzazioni dei commercianti, per capire cosa ha funzionato meglio o peggio e come agire per il futuro. Col sindaco abbiamo programmato un paio di iniziative dedicate all’artigianato nel centro storico.
Noi speriamo che la fiera diventi un attrattore e in questa ottica, in sinergia con i tour operator, stiamo cercando di lavorare per organizzare dei percorsi che partono proprio dal centro storico e poi portano alla fiera. È un esperimento pilota che ci auguriamo portino a raffinare l’offerta e renderla al meglio». L’inverno sembra ormai alle spalle. E la primavera, a Cosenza, arriva come sempre portata in dono dalla Fiera di San Giuseppe.