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17/09/2026 ore 14.39
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“Nessun Dolore”, Gianni Amelio il 24 settembre al cinema Italia di Cosenza per presentare il suo ultimo film

La pellicola affronta il tema dell’emigrazione, molto caro al regista di origini calabresi

di Emilia Canonaco

Il regista Gianni Amelio torna a Cosenza in occasione dell’uscita del suo ultimo film, “Nessun Dolore”, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e nelle sale dal 24 settembre con 01 Distribution. Lunedì 28 settembre, alle ore 18.15, al Cinema Italia - A. Tieri incontrerà gli spettatori in sala: la proiezione sarà preceduta da un talk aperto al pubblico, moderato dalla giornalista Barbara Marchio. Ad accogliere il regista Giuseppe Citrigno, presidente Anec Calabria e amministratore di CGC Sale cinematografiche.

A oltre trent’anni di distanza da “Lamerica”, Gianni Amelio affronta in una prospettiva aggiornata quello stesso dramma, torna a parlare di migranti con la storia di Davide, venditore di libri in piazza, che si ritrova improvvisamente responsabile di un bambino nordafricano e poi di un’intera comunità di invisibili, fino a un’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

«Che cosa è cambiato da allora, chi è “l’immigrato”? Qualcuno da accogliere, o da respingere? Un nuovo amico, o un estraneo pericoloso? Negli ultimi decenni – spiega il regista – il nodo non si è sciolto, anzi il problema si è esasperato, non si vede in prospettiva una ragionevole soluzione. Ma forse la “soluzione” non c’è, o non la si vuole cercare. Forse va trovata nella ragione e nel cuore di ciascuno di noi. Se non abbiamo già perduto, tra le tante occasioni, quella di riconoscerci come essere umani: cosa difficile e rischiosa». La pellicola, che vede tra i protagonisti Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea, resta negli occhi e nella testa dello spettatore, è un film profondo, ricco di momenti di riflessione. Per spiegare il titolo “Nessun Dolore”, il regista sottolinea che «c’è un momento della vita in cui il dolore è talmente insostenibile che non lascia scelta. O si muore, oppure quella sofferenza diventa il punto di partenza per una nuova vita».