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15/09/2026 ore 17.02
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Abusi su una 13enne nel mini-market, il Riesame dispone il carcere per il 42enne

Il Tribunale ha accolto il ricorso della Procura contro la decisione del gip che aveva disposto soltanto l’obbligo di firma. Per i giudici sussiste il rischio concreto di reiterazione

di Redazione

Tornerà in carcere il 42enne accusato di aver abusato di una 13enne all’interno del mini-market di Torino in cui lavorava. Il Tribunale del Riesame ha accolto la richiesta della Procura, che aveva impugnato il provvedimento con cui il gip aveva disposto per l’uomo il solo obbligo di firma, escludendo la custodia cautelare in carcere.

La decisione, depositata il 15 settembre, ribalta dunque il provvedimento del 31 agosto. Secondo il Riesame esiste un concreto rischio di reiterazione del reato, elemento che avrebbe trovato riscontro anche nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza del negozio.

Proprio i video avrebbero mostrato che, circa 40 minuti prima dell’episodio contestato ai danni della tredicenne, il 42enne avrebbe avuto un altro comportamento aggressivo nei confronti di una cliente.

La vicenda risale al 28 agosto, quando la ragazza era entrata nel mini-market per acquistare una merenda per i fratelli. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’uomo l’avrebbe avvicinata con la scusa di un abbraccio e l’avrebbe poi palpeggiata, mentre la scena veniva ripresa da una telecamera interna.

La tredicenne, sconvolta, aveva successivamente raccontato quanto accaduto ai genitori dopo aver chiesto aiuto a un amico. Gli agenti avevano raggiunto il cassiere poche ore più tardi e lo avevano accompagnato in carcere.

Dopo meno di 48 ore, però, il gip aveva disposto il ritorno a casa dell’uomo, valorizzando tra gli altri elementi il fatto che fosse incensurato e il suo atteggiamento ritenuto collaborativo, anche per aver consegnato le immagini della videosorveglianza.

La Procura aveva quindi impugnato la decisione. Nel corso dell’udienza davanti al Riesame, il 42enne ha ribadito tramite una memoria di volersi far aiutare, ma per i giudici il rischio di reiterazione e la pericolosità della condotta contestata restano sufficienti a giustificare il ritorno in carcere.

Il provvedimento cautelare viene così nuovamente inasprito, in attesa degli ulteriori sviluppi dell’inchiesta.