App Immuni, salta la regola sull'obbligatorietà. La scaricherà chi vuole
L’app Immuni dovrebbe mappare i contatti dei contagiati per evitare un’eventuale seconda ondata dell’epidemia. Nulla di particolarmente contestabile, se non fosse che si era pensato ad alcune limitazioni per chi non l’avrebbe scaricata. Una sorta di incentivo per raggiungere quel 60% di adesioni che viene considerata la soglia minima per garantire l’efficacia del sistema. E’ bastata una giornata di vibranti polemiche bipartisan e una mezza rivolta sul web a far scattare il contrordine.
App Immuni, niente penalità a chi non la usa
L’ipotesi era di limitare in qualche modo la libertà di movimento per chi non l’avrebbe usata. Dopo le polemiche il Governo ha fatto sentire la propria voce. «Non abbiamo alcuna intenzione di limitare la libertà di movimento di nessuno – ha detto il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa -. Semmai si tratta di individuare un sistema in grado di incentivare gli italiani al download».
Il Parlamento ne disciplinerà l’uso
Il Corriere della Sera spiega i dettagli della Immuni. «L’applicazione potrà essere scaricata su base volontaria e gratuita. Da inizio maggio è previsto che sia attiva in tutto il territorio nazionale. Per ragioni di tutela della privacy, è stato tuttavia chiesto che sia una legge del Parlamento a disciplinarla, e non un Dpcm».