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27/03/2026 ore 16.20
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Bambine e skincare, la nuova ossessione social: cos’è la “cosmeticoressia” e perché preoccupa

Sempre più minori imitano beauty creator e usano cosmetici per adulti. Dermatologi e psicologi lanciano l’allarme sui rischi per pelle e benessere psicologico

di Redazione

Non è più raro vedere bambine di otto o nove anni davanti allo specchio con sieri, creme e maschere per il viso. Non è più raro sentir parlare di skincare routine tra compagne di scuola elementare. E non è più raro che una festa di compleanno diventi un pomeriggio beauty con cerchietti, spugnette e trattamenti per la pelle. È il segno di un cambiamento: l’infanzia che si avvicina sempre di più ai modelli estetici degli adulti.

Questo fenomeno ha ormai un nome: cosmeticoressia, termine utilizzato per indicare l’ossessione dei minori per la cura della pelle e dell’aspetto fisico. Una parola costruita sul modello di “ortoressia”, il disturbo legato all’ossessione per il cibo sano, e che descrive una nuova forma di attenzione eccessiva verso l’estetica che riguarda soprattutto bambine e preadolescenti.

Il fenomeno è esploso sui social, in particolare su TikTok, dove migliaia di video mostrano baby influencer mentre applicano creme, sieri, maschere e prodotti di skincare, imitando in tutto e per tutto gesti e linguaggi delle beauty creator adulte. Non si tratta di episodi isolati ma di una tendenza globale, tanto che già da tempo si parla anche di “Sephora Kids”, con riferimento ai video virali che mostrano bambini e preadolescenti acquistare cosmetici nei negozi di bellezza.

I dermatologi mettono in guardia soprattutto sui rischi per la pelle. Molti cosmetici contengono ingredienti anti-age, esfolianti o profumazioni intense che possono provocare irritazioni, allergie e alterazioni della barriera cutanea. Prodotti pensati per pelli adulte vengono utilizzati su pelli giovanissime che non ne hanno alcun bisogno e che anzi possono essere danneggiate.

Ma la questione più delicata riguarda il piano psicologico. Quando un bambino impara troppo presto a guardare il proprio viso come qualcosa da migliorare, correggere o controllare, cambia il rapporto con il corpo e con la propria immagine. L’attenzione estetica entra in una fase della vita in cui dovrebbe esserci invece soprattutto gioco, scoperta e costruzione dell’identità.

Secondo molti psicologi il rischio è quello di creare una generazione che cresce con l’idea che l’aspetto fisico sia qualcosa da gestire, perfezionare e monitorare costantemente. Un’attenzione che, crescendo, può trasformarsi in insicurezza, ansia o disturbi legati all’immagine corporea.

Il fenomeno è alimentato non solo dai social ma anche dal marketing di una parte dell’industria cosmetica, che attraverso packaging colorati, mascotte e comunicazione pensata per i più piccoli sta di fatto aprendo un nuovo mercato: quello dei consumatori bambini. Non a caso anche le istituzioni stanno iniziando a intervenire. In California è stata proposta una legge per vietare la vendita di prodotti anti-age ai minori, mentre in Italia l’Antitrust ha avviato verifiche su possibili pratiche commerciali scorrette legate proprio alla promozione di cosmetici per adulti verso bambini e adolescenti.

La cosmeticoressia non è quindi solo una moda passeggera, ma il sintomo di un cambiamento culturale più ampio: i bambini crescono prima, imitano gli adulti prima, si guardano allo specchio prima. E forse la domanda più importante non è se una crema faccia male alla pelle di una bambina, ma perché una bambina senta il bisogno di usarla.