Bergamo, profanato il feretro di Pamela Genini: indagato l’ex fidanzato Francesco Dolci
Sotto indagine un 53enne per vilipendio di cadavere e furto: al centro del caso alcune fotografie scattate al loculo della giovane uccisa a Milano. Gli inquirenti cercano ancora la testa della vittima
Si allarga l’inchiesta sulla profanazione del feretro di Pamela Genini, la giovane di 22 anni uccisa a Milano lo scorso 14 ottobre. La Procura di Bergamo ha iscritto nel registro degli indagati Francesco Dolci, 53 anni ed ex fidanzato della vittima, con le accuse di vilipendio di cadavere e furto.
L’uomo si è presentato nella tarda mattinata al comando provinciale dei carabinieri di Bergamo, accompagnato dal proprio legale, l’avvocato Eleonora Prandi. Qui è stato interrogato dal pubblico ministero Giancarlo Mancusi e dai militari del reparto investigativo, nell’ambito delle indagini sul grave episodio avvenuto nel cimitero di Strozza, dove dal feretro della giovane è stata sottratta la testa.
Elemento centrale dell’indagine sono alcune fotografie scattate dallo stesso Dolci tra il 7 novembre 2025 e il 23 marzo 2026. Secondo quanto riferito dall’uomo, gli scatti avevano lo scopo di documentare presunte anomalie nel loculo, tra cui viti manomesse e condizioni ritenute trascurate della lapide provvisoria. L’ultima immagine risale proprio al giorno in cui la famiglia della vittima si trovava al cimitero per il trasferimento del feretro, momento in cui è stata scoperta la profanazione.
Gli investigatori stanno analizzando in particolare alcuni dettagli presenti nelle fotografie, tra cui una traccia sospetta nella parte inferiore del loculo che potrebbe essere riconducibile a mastice, forse utilizzato per richiudere la lastra dopo l’apertura. Secondo gli accertamenti, la bara sarebbe stata forzata nella parte superiore e il corpo decapitato. La testa della giovane, al momento, non è stata ancora ritrovata.
Parallelamente prosegue anche il procedimento giudiziario per l’omicidio della ragazza. Il processo con rito abbreviato nei confronti dell’ex compagno Gianluca Soncin, accusato di averla uccisa con 76 coltellate, inizierà nel mese di giugno.
Le indagini restano aperte e si concentrano ora sulla ricostruzione esatta dei movimenti e delle responsabilità legate alla profanazione, un gesto che ha profondamente scosso la comunità locale e riacceso il dolore dei familiari della vittima.