Bimbo trapiantato a Napoli, il legale: «Riunione su terapia per alleviare sofferenze»
Sarà presente il comitato etico dell’ospedale Monaldi ed è previsto un supporto psicologico per i genitori
«Alle 16 di ieri, abbiamo ricevuto la documentazione medica riguardante il piccolo, sono andato dal medico di parte, il dottor Scognamiglio e si è valutato che è inutile richiedere un terzo parere. Di concerto con la mamma, abbiamo concordato che l'unica cosa da fare per il bimbo è la richiesta di una PCC, (Pianificazione Condivisa delle Cure, ndr), che è un processo relazionale continuo tra paziente e team medico per definire le terapie in caso di malattie croniche ed infauste. Questo percorso porta ad evitare l’accanimento clinico». Lo spiega all'Adnkronos Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo, tuttora attaccato ad una macchina salvavita all'ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto fallito del 23 dicembre scorso.
Il legale informa che oggi alle 12 ci sarà la prima riunione della PCC e che "la madre ed il padre, con il medico di parte, faranno parte della valutazione del piano terapeutico per una terapia del dolore, come previsto dal Piano, per l'alleviamento delle sofferenze del piccolo.
Sarà presente il comitato etico del Monaldi ed è previsto un supporto psicologico per i genitori", aggiunge l'avvocato, che evidenzia un altro aspetto della vicenda: "Dalla documentazione del Monaldi emerge, e non c'è errore perché è molto analitica sulla cronologia dei documenti a noi inviati, che il primo rapporto interdisciplinare sul caso del bimbo è datato 6 febbraio. Credo non ci sia bisogno di altri commenti".