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13/10/2026 ore 11.48
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«Chiederò al prete di benedirci»: apre il club per scambisti di fronte alla chiesa, ed è bufera!

Tra messa mensile e party per coppie, in un piccolo borgo padovano si accende la polemica. Il primo cittadino rassicura sulla regolarità delle autorizzazioni, ma all’orizzonte ci sono le elezioni

di Redazione
foto generata con l'IA

In un piccolo borgo di appena 800 residenti situato al confine tra le province di Padova e Rovigo, le conversioni al bar e i sussurri in paese non si contano più. Il motivo? L'apertura ufficiale del club privato ad altissimo tasso erotico «Oblivium», situato proprio a una manciata di metri dalla parrocchia di San Giorgio. Sabato 10 ottobre si terrà il party d'inaugurazione con una cinquantina di ospiti già confermati; un'imminente serata di festa che si incrocerà curiosamente con la consueta funzione religiosa mensile celebrata nella chiesetta di fronte. Ne ha parlato il Corriere della Sera.

A rendere la vicenda ancora più singolare è l'inaspettata mossa di Federico Vecchies, vicepresidente del circolo ricreativo per coppie. Il gestore ha infatti intenzione di fare una telefonata al parroco, don Giuliano Giacon, per un invito decisamente insolito: «Gli chiederò di venire a benedire le nostre stanze». Una provocazione? Secondo la direzione no, casomai una replica condita da ironia alle recenti dichiarazioni del sacerdote, il quale, ipotizzando con sarcasmo la situazione, aveva sottolineato come la dottrina cattolica e certe pratiche siano del tutto incompatibili.

Dalla gestione del circolo fanno sapere che la scelta della location è stata puramente logistica e immobiliare: «Ci era stato riferito che l'edificio religioso non fosse più in uso, non avevamo alcuna intenzione di dissacrare o provocare». Vecchies azzarda poi una personale interpretazione teologica: «Anche io e mia moglie siamo credenti. Il comandamento che vieta di desiderare la donna d'altri si riferisce all'inganno. Se c'è complicità e il consenso di entrambi i partner, per noi non si tratta di peccato».

Un punto di vista che il parroco rigetta fermamente, ribadendo che l'amore coniugale è un'altra cosa e che un'eventuale telefonata si concluderà al massimo con un confronto chiarificatore, ma senza alcun aspersorio al seguito. Nel frattempo sul piano burocratico l'attività è inattaccabile. Il primo cittadino di Sant’Urbano, Dionisio Fiocco, ha confermato che le verifiche amministrative sono state superate a pieni voti: la struttura ospitava precedentemente un pub ed è stata regolarmente ceduta tra privati. E come se non bastasse a completare il quadro di questo singolare scorcio cittadino, la prossima primavera proprio a ridosso del locale a luci rosse e della chiesa aprirà i battenti anche la nuova stazione dei Carabinieri.