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15/05/2026 ore 09.51
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Cinque sub italiani morti nelle grotte sommerse delle Maldive: il mare blocca i recuperi

L’ambasciatore italiano è arrivato a Malé mentre la Guardia costiera maldiviana prepara le immersioni nell’area dell’incidente. Le condizioni meteo restano critiche

di Redazione

Restano estremamente complesse le operazioni di recupero dei cinque subacquei italiani morti durante un’immersione nelle acque delle Maldive. Nelle ultime ore l’ambasciatore d’Italia a Colombo, competente anche per l’arcipelago maldiviano, è arrivato nella capitale Malé per seguire da vicino l’evolversi della tragedia e coordinare i contatti con le autorità locali.

Secondo quanto riferito dalla Farnesina, sul luogo dell’incidente sono già giunte le imbarcazioni della Guardia costiera maldiviana con a bordo sommozzatori specializzati della Guardia costiera e della polizia locale. Presente anche un esperto subacqueo italiano che in passato aveva già collaborato con le autorità del Paese.

Le autorità locali starebbero valutando una prima immersione esplorativa per individuare gli accessi alla cavità sommersa e verificare le condizioni operative. Tuttavia, secondo quanto spiegato dalla Farnesina, il forte moto ondoso e la scarsa visibilità potrebbero impedire l’avvio immediato delle operazioni di recupero vere e proprie.

Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli ufficiali sull’identità delle vittime né sulla dinamica completa dell’incidente, ma la vicenda ha già aperto interrogativi sulla sicurezza delle immersioni in ambienti cavernosi, considerati tra gli scenari più estremi e pericolosi anche per sub esperti.

La subacquea in grotta richiede infatti addestramento avanzato, attrezzature specifiche e condizioni ambientali favorevoli. Correnti, passaggi stretti, sedimenti e improvvisi cambiamenti di visibilità possono trasformare rapidamente un’immersione tecnica in una trappola.

La Farnesina continua a seguire il caso attraverso la rete diplomatica italiana, mantenendo i contatti con le famiglie delle vittime e con le autorità maldiviane impegnate nelle operazioni.

La crociera subacquea e la tragedia

Erano partiti per una crociera subacquea tra gli atolli delle Maldive, accomunati dalla passione per il mare, la ricerca scientifica e le immersioni profonde. Il viaggio si è trasformato però in una tragedia. 

Le vittime sono Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino, il subacqueo Federico Gualtieri e l’istruttore Gianluca Benedetti.

Il gruppo si trovava a bordo della “Duke of York”, imbarcazione specializzata in safari subacquei partita da Malé per una settimana di immersioni negli atolli maldiviani. Secondo le prime ricostruzioni, i cinque si erano immersi nella mattinata vicino ad Alimathaa per esplorare alcune cavità sommerse. L’allarme è scattato quando non sono riemersi.

Le autorità maldiviane ritengono che i sub si trovino all’interno della stessa grotta, che raggiunge profondità di circa 60 metri. Finora sarebbe stato recuperato un solo corpo, mentre le operazioni per raggiungere gli altri risultano estremamente difficili a causa del maltempo e della scarsa visibilità sott’acqua.

Nelle ultime ore l’ambasciatore italiano a Colombo, competente anche per le Maldive, è arrivato a Malé e incontrerà i vertici della Guardia costiera locale. Sul luogo della tragedia sono giunte le imbarcazioni di soccorso con sommozzatori della Guardia costiera e della polizia maldiviana, affiancati da un esperto sub italiano già coinvolto in precedenti collaborazioni con le autorità locali.

Secondo quanto riferito dalla Farnesina, le condizioni meteo potrebbero ancora impedire l’avvio delle operazioni di recupero complete. È prevista però una prima immersione esplorativa per individuare i punti di accesso alla grotta in attesa di un miglioramento del mare.

La tragedia ha colpito in particolare il mondo accademico e scientifico ligure. Monica Montefalcone, 51 anni, era professoressa associata di Ecologia all’Università di Genova e figura nota nel campo della biologia marina. Coordinava importanti progetti dedicati agli ecosistemi marini e alla salvaguardia delle praterie di Posidonia. Con lei è morta la figlia Giorgia, che avrebbe compiuto 23 anni a giugno e studiava Ingegneria Biomedica. Madre e figlia condividevano la passione per il mare e le immersioni.

Tra le vittime anche Muriel Oddenino, 31 anni, biologa marina e ricercatrice, impegnata in studi sulla conservazione degli ecosistemi marini, e Federico Gualtieri, giovane ricercatore piemontese che aveva appena discusso una tesi dedicata proprio alla biodiversità degli atolli maldiviani.

Il quinto italiano morto è Gianluca Benedetti, istruttore subacqueo originario di Padova che da anni viveva alle Maldive lavorando nel turismo subacqueo come guida e operation manager per crociere diving tra gli atolli.

Sulle cause dell’incidente restano ancora molti interrogativi. Le autorità maldiviane stanno indagando per ricostruire cosa sia accaduto durante l’immersione. Tra le ipotesi al vaglio ci sarebbero le difficili condizioni meteorologiche e possibili problemi legati all’immersione profonda, compresa una eventuale tossicità da ossigeno, rischio noto nelle immersioni tecniche ad alte profondità.