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12/05/2026 ore 13.24
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Corona, Theo Hernandez e la “droga del palloncino”: cos’è il protossido d’azoto e quali rischi provoca

Nell’ultima puntata di “Falsissimo”, Fabrizio Corona parla dell’uso del cosiddetto gas esilarante durante i festini di alcuni calciatori. La sostanza non lascia tracce nei normali controlli antidoping ma può provocare gravi danni neurologici

di Redazione

Fabrizio Corona torna ad accendere i riflettori sul mondo del calcio italiano e lo fa con accuse pesanti. Nell’ultima puntata di “Falsissimo”, pubblicata sul suo canale YouTube, l’ex re dei paparazzi ha parlato apertamente di festini, escort e uso di protossido d’azoto, il cosiddetto “gas del palloncino”, coinvolgendo anche nomi noti del calcio internazionale come Theo Hernández.

Secondo il racconto di Corona, il difensore francese avrebbe partecipato a serate private caratterizzate dall’uso di palloncini contenenti protossido d’azoto, una sostanza inalata per ottenere un effetto euforizzante immediato. Nella puntata viene mostrato anche un video del giocatore e vengono citati presunti racconti di persone vicine all’ambiente dei festini.

Corona sostiene inoltre che alcuni calciatori farebbero uso del gas anche a ridosso delle partite, proprio perché il protossido d’azoto presenta una caratteristica particolare: viene eliminato rapidamente dall’organismo e non lascia metaboliti rilevabili nei normali test antidoping su sangue e urine.

Il cosiddetto “palloncino” consiste infatti nell’inalazione di protossido d’azoto attraverso piccoli contenitori o palloncini gonfiati con il gas. Gli effetti arrivano in pochi secondi e durano molto poco: euforia improvvisa, leggerezza, alterazione della percezione del tempo, risate incontrollate e una sensazione dissociativa che molti descrivono come una sorta di “fluttuazione”.

Proprio la brevissima durata dell’effetto spinge spesso chi ne fa uso a inalazioni ripetute nel corso della stessa serata.

Il protossido d’azoto, però, non è innocuo. L’uso frequente può provocare danni neurologici anche permanenti, deficit cognitivi, problemi di coordinazione motoria, alterazioni dell’equilibrio e carenza di vitamina B12. Per gli sportivi i rischi riguardano soprattutto riflessi, resistenza fisica, tempi di recupero e capacità motorie.

La sostanza non è classificata come stupefacente in molti Paesi e il consumo privato non costituisce automaticamente reato penale, ma negli ultimi anni le autorità sanitarie europee hanno lanciato diversi allarmi sul crescente utilizzo ricreativo del “gas esilarante”, soprattutto tra giovani e frequentatori della nightlife.

Le dichiarazioni di Corona arrivano mentre la Procura di Milano sta approfondendo alcune vicende legate al mondo delle serate private e delle frequentazioni nel calcio professionistico. Al momento, tuttavia, le accuse rilanciate nella trasmissione non risultano accompagnate da contestazioni giudiziarie ufficiali nei confronti dei giocatori citati.