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02/03/2020 ore 18.43
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Coronavirus, l'ISS: «Sequenziati genomi della Cina e di Codogno»

Importante novità sulla conoscenza scientifica del coronavirus. L’Istituto Superiore di Sanità e il Dipartimento Scientifico del Policlinico Militare Celio di Roma hanno coltivato il virus da un paziente cinese e quello del “paziente 1” di Codogno, sequenziando l’intero loro genoma. Sono stati poi messi a confronto tra di loro e con il ceppo di riferimento
di Antonio Alizzi

Importante novità sulla conoscenza scientifica del coronavirus. L’Istituto Superiore di Sanità e il Dipartimento Scientifico del Policlinico Militare Celio di Roma hanno coltivato il virus da un paziente cinese e quello del “paziente 1” di Codogno, sequenziando l’intero loro genoma. Sono stati poi messi a confronto tra di loro e con il ceppo di riferimento di Wuhan nonché con alcuni altri ceppi isolati e sequenziati in Europa.

A cosa serve sequenziare il coronavirus?

Il sequenziamento genomico di un virus nuovo, in questo caso del nuovo coronavirus, ha implicazioni importanti. Il sequenziamento, infatti, permette di conoscere l’intero codice genetico del virus e di seguirne i cambiamenti nel tempo e nello spazio, ciò è utile per conoscere e seguire i focolai epidemici e per investigare la struttura del virus stesso.

Secondo quanto riportato dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Dipartimento Scientifico del Policlinico Militare Celio di Roma, si evidenzia una stretta somiglianza tra il ceppo virale del paziente cinese ricoverato a Roma e il ceppo virale cinese di riferimento di Wuhan, rimarcando l’origine cinese del virus.

Il ceppo “lombardo” del coronavirus di Codogno: le similitudini

Il coronavirus di Codogno, cosi come alcuni ceppi isolati in altri paesi europei, presenta una elevata similitudine con il virus di Wuhan, dal quale si distingue per alcune mutazioni che non dovrebbero comunque configurare diverse caratteristiche del virus.

«Altre analisi sono tutt’ora in corso per validare questi risultati preliminari e seguire eventuali cambiamenti nonché la diffusione del SarS-Cov-2. Si prevede, a breve, di fornire anche la sequenza completa di un ceppo virale isolato in Veneto al fine di valutare correlazioni o differenze geografiche. Le intere sequenze dei genomi virali realizzati nei laboratori ISS e Policlinico Militare Celio sono a disposizione della comunità scientifica» si legge sul sito ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità.

«I contagi attuali risalgono a una-due settimane fa»

Massimo Galli, professore dell’Università di Milano e primario dell’ospedale “Sacco“, ritiene che i casi di coronavirus accertati fino oggi in Italia, riguardano contagi avvenuti 7 o 15 giorni fa. «Il nostro lavoro è quello di capire se ci potranno essere altri focolai in Italia, estranei da quello lombardo. Quel che penso – aggiunge Massimo Galli – è che queste infezioni in Lombardia debbano essere circoscritte a sette giorni o al massimo a quindici giorni fa». Intanto è di oggi la notizia che l’assessore regionale alle attività produttive della Regione Lombardia, Alessandro Mattinzoli è risultato positivo al test del coronavirus. Ora si trova ricoverato all’ospedale di Cremona, ma le sue condizioni di salute non sono gravi. Tutta la Giunta regionale lombarda ora sarà sottoposta al tampone.