Sezioni
30/01/2026 ore 11.37
Italia Mondo

Garlasco, il gip nega incidente probatorio a Sempio e il Garante richiama i media

No all’incidente probatorio sui computer, Procura già incaricata. Intanto il Garante privacy avverte: stop a dettagli eccedenti

di Redazione

Nel procedimento sul delitto di Garlasco, il giudice per le indagini preliminari di Pavia ha respinto la richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa di Andrea Sempio, mentre sul fronte mediatico arriva un nuovo intervento del Garante per la protezione dei dati personali contro la diffusione di dati e particolari non essenziali sulla vicenda di Chiara Poggi.

La decisione sul piano processuale è stata assunta dalla gip di Pavia Daniela Garlaschelli, che non ha accolto l’istanza presentata dai difensori di Sempio, indagato in concorso per l’omicidio. La richiesta puntava a un approfondimento tecnico in contraddittorio sui computer utilizzati dalla famiglia della vittima e su quello di Alberto Stasi, all’epoca fidanzato di Poggi e condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione.

A spiegare le ragioni del rigetto è l’avvocato Liborio Cataliotti, che assiste Sempio insieme alla collega Angela Taccia. Il giudice non ha ritenuto necessario disporre l’incidente probatorio «avendo la Procura già dato lo stesso incarico a un proprio consulente perché lo espleti in meno di 60 giorni». La verifica tecnica, dunque, procederà comunque, ma su incarico diretto dell’accusa.

L’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, la tragedia della verità imperfetta

La difesa valuta positivamente l’esito, pur in assenza di un accertamento anticipato in contraddittorio. Cataliotti ha commentato: «A noi va benissimo anche così perché, pur non avendo la discovery, abbiamo indotto la nuova consulenza sul computer di Stasi». I contenuti informatici sono da tempo considerati uno dei possibili snodi investigativi legati al movente del delitto del 13 agosto 2007. La sentenza della Cassazione ha ricondotto l’ipotesi motivazionale, mai definitivamente accertata, all’interno del rapporto di coppia.

Parallelamente all’evoluzione giudiziaria, si registra un nuovo intervento del Garante privacy sul modo in cui la vicenda viene trattata da media e siti web. L’Autorità segnala un incremento del livello di dettaglio nella ricostruzione pubblica di fatti, contesti personali e profili individuali, anche in presenza di attività istruttorie ancora in corso.

Secondo il Garante, la diffusione ripetuta di immagini, nomi e particolari eccedenti rispetto alle finalità informative viola il principio di essenzialità dell’informazione e le regole deontologiche dei giornalisti, trasformando la cronaca in spettacolarizzazione. Nel richiamo si sottolinea che «il rispetto della persona e della sua dignità costituisce un limite invalicabile dell’attività informativa» e deve valere per vittime, familiari, indagati e soggetti citati nel racconto mediatico.

L’Autorità si riserva eventuali provvedimenti e invita le redazioni a un rigoroso rispetto della normativa sui dati personali, ribadendo che il diritto di cronaca non può tradursi in una esposizione indebita di informazioni sensibili. Nel caso incidente probatorio Garlasco e nella copertura giornalistica collegata, il bilanciamento tra informazione e tutela della dignità resta il punto centrale.