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04/04/2026 ore 16.01
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Via del Corso, denunciati cinque truffatori del gioco delle tre campanelle

Intervento della Guardia di Finanza nel centro di Roma: sequestrati contanti e disposto il Daspo urbano per 48 ore dopo il raggiro ai danni di passanti e turisti

di Redazione

Nuovo intervento contro l’illegalità diffusa nel centro di Roma, dove i finanzieri del Comando Provinciale hanno individuato e denunciato cinque persone sorprese a raggirare passanti e turisti in via del Corso attraverso il cosiddetto gioco delle tre campanelle.

I cinque soggetti sono stati deferiti in stato di libertà all’autorità giudiziaria capitolina con l’accusa di esercizio di giochi d’azzardo in concorso. L’operazione è scattata durante i consueti servizi di pattugliamento del territorio svolti dai “baschi verdi” del Gruppo Pronto Impiego di Roma.

L’attenzione dei militari è stata attirata da un capannello sospetto formato attorno a un banchetto improvvisato. Al centro della scena c’era un uomo che muoveva rapidamente tre piccoli contenitori a forma di campana, mentre attorno a lui si muovevano altri complici, secondo la ricostruzione, incaricati di simulare vincite facili per convincere i presenti della presunta genuinità del gioco.

Secondo quanto accertato, si trattava in realtà di una messinscena già collaudata. I passanti, attratti dalla possibilità di un guadagno immediato, venivano spinti a scommettere denaro, perdendolo sistematicamente a causa della destrezza del truffatore e della pressione esercitata dai complici.

Oltre alla denuncia, i militari hanno sequestrato il denaro contante ritenuto provento dell’attività illecita. Per i cinque responsabili è scattato anche il Daspo urbano, con il divieto di frequentare l’area interessata per le successive 48 ore.

La Guardia di Finanza sottolinea che il cosiddetto gioco delle tre campanelle non ha nulla a che vedere con una prova di abilità, ma rappresenta una vera e propria truffa organizzata. Chi manovra le campanelle utilizza tecniche tali da rendere la vittoria praticamente impossibile, mentre i finti scommettitori sono complici che recitano una parte per attirare le vittime.

Secondo gli investigatori, partecipare a queste attività significa non solo esporsi a perdite economiche certe, ma anche alimentare circuiti di microcriminalità e violare la normativa sul gioco d’azzardo.