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20/05/2026 ore 08.18
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Maldive, corde spezzate e disorientamento nella grotta: cambia lo scenario della morte dei cinque sub italiani

Le indagini si concentrano sull’ipotesi che il gruppo abbia perso l’orientamento nella cavità sommersa dell’atollo di Vaavu. Trovate corde guida interrotte nel sistema di cunicoli

di Redazione
I sub finlandesi prima dell'immersione

L’inchiesta sulla morte dei cinque sub italiani alle Maldive si starebbe concentrando sempre di più sull’ipotesi del disorientamento all’interno della grotta sommersa, piuttosto che sulla teoria delle forti correnti che avrebbero trascinato il gruppo. Secondo quanto emerge, i soccorritori avrebbero trovato alcune corde guida spezzate all’interno del sistema di cavità, un dettaglio ritenuto molto importante dagli investigatori.

Sub morti alle Maldive, parla l’esperto calabrese Francesco Sesso: «In grotta basta poco per perdere l’orientamento»

I sub sono stati ritrovati in una zona molto profonda della grotta, raggiungibile attraverso cunicoli stretti e passaggi estremamente complessi. Gli esperti ritengono che il gruppo possa aver perso l’orientamento nel buio e nella scarsa visibilità dell’ambiente subacqueo. L’ipotesi iniziale di un violento effetto di risucchio causato dalle correnti marine, infatti, starebbe perdendo consistenza.

La grotta dell’atollo di Vaavu viene descritta come un ambiente altamente tecnico e pericoloso anche per sub molto esperti. In questi contesti basta sollevare sedimenti dal fondale per azzerare completamente la visibilità. Per questo tipo di immersioni vengono normalmente utilizzate corde guida continue — una sorta di “filo di Arianna” — che consentono ai sub di ritrovare la via d’uscita anche in condizioni estreme.

Gli investigatori stanno verificando anche se il gruppo fosse dotato dell’attrezzatura adeguata e se siano state rispettate tutte le procedure di sicurezza previste per immersioni speleologiche a quelle profondità. Tra gli elementi sotto esame ci sarebbe anche la presenza o meno di una guida locale maldiviana, normalmente richiesta per immersioni di questo tipo.

Le operazioni di recupero sono state definite estremamente rischiose per la profondità, i passaggi stretti e le condizioni instabili all’interno della grotta. Secondo le ricostruzioni, i quattro corpi ritrovati successivamente sarebbero stati localizzati vicini tra loro nel terzo settore della cavità, la parte più interna e profonda del sistema sommerso.

Potrebbe essere stata registrata nelle telecamere GoPro la verità sulla strage dei sub italiani alle Maldive. Insieme a bombole, erogatori, orologi sono state recuperate con i corpi di Monica Montefalcone e Federico Gualtieri nella mattinata di ieri nella cavità più profonda della grotta di Dhekunu Kandu. E potrebbero raccontare il motivo della morte dei ricercatori.

I finlandesi di Dan Europe che hanno ritrovato i corpi hanno notato pezzi di sagole. Ovvero delle cime di corda spezzate. I cadaveri sono stati trovati in una cavità raggiungibile solo attraverso uno stretto cunicolo. Ma non c’è stato un effetto risucchio. E soprattutto: l’attrezzatura che avevano con loro era di «assetto ricreativo», senza aria supplementare. Mentre rimane sul tavolo il giallo delle autorizzazioni.